“L’università è una sfida che riguarda tutti”

Michele Rossi (ex consigliere comunale Terni Civica): “Solo un progetto condiviso può fare dell’università un motore di sviluppo per Terni”

Michele Rossi

Michele Rossi, perché l’università dovrebbe essere oggi un tema così rilevante per la città di Terni?

Perché l’università è una sfida collettiva che riguarda tutti noi. Non può più essere considerata un affare da addetti ai lavori. È un tema che deve coinvolgere ogni cittadino, perché strettamente legato al destino della nostra città. Terni ha bisogno, oggi più che mai, di guardare avanti, e farlo significa investire nell’università, che è molto più di un insieme di corsi o strutture: è un investimento sulle persone, sulla nostra capacità di generare futuro.

Perché Terni non è mai diventata una vera città universitaria, secondo lei?

Le cause sono storiche. Per decenni, Terni è cresciuta come città della fabbrica, non della conoscenza. Lo sviluppo si è concentrato sull’industria, lasciando l’università ai margini: sullo sfondo, quasi un’aggiunta, mai un elemento identitario. Non è mai stata considerata parte integrante della città. Anche quando sono arrivati corsi e sedi, l’approccio è stato frammentario, privo di una visione d’insieme. Non c’è mai stato un progetto collettivo capace di farne un asse importante dello sviluppo locale. Oggi è il momento giusto per mettere l’università al centro di un nuovo progetto per la città.

Non ci sono già corsi universitari e sedi a Terni?

Sì, l’università a Terni esiste, ma è poco visibile e scarsamente integrata nella vita cittadina: c’è, ma non si vede e, soprattutto, non incide. L’università a Terni è frammentata, poco connessa alla vita cittadina. È una presenza fragile, dispersa, senza un vero campus, senza una comunità studentesca viva e riconoscibile. L’offerta formativa è limitata e poco legata al territorio. Non è l’assenza fisica a mancare, ma l’identità, la coerenza, la centralità di un progetto universitario vero e proprio. Oggi, l’università a Terni è più una piccola aggiunta che un pilastro.

Che cosa servirebbe, allora, per rendere Terni una vera città universitaria?

Terni può cambiare rotta, ma serve una svolta collettiva e un “gioco di squadra”. Servono volontà politica e visione condivisa. Non basta “avere” qualche sede o corso: bisogna volerla davvero, l’università. Costruirla insieme, come un bene comune. E quando è così, tutti dobbiamo lavorarci e prendercene cura: istituzioni, imprese e cittadini devono essere parte attiva. Solo così l’università può diventare motore di sviluppo, di coesione sociale, di innovazione. Dobbiamo puntare a farne un elemento identitario, profondamente radicato nel territorio, tanto da essere da tutti percepita come una risorsa.

Come si può ottenere tutto questo in concreto?

Rendendo l’università un tema centrale del dibattito pubblico, non un argomento marginale. Parliamone nei consigli comunali, nelle scuole, nelle aziende, nei bar, nei media locali. Facciamone un tema di confronto tra candidati, tra imprenditori, tra docenti, tra cittadini. Che diventi una questione politica, culturale, sociale. Promuovendo poi servizi, spazi e opportunità che generino una vera vita universitaria. Scommettendo sul futuro e riconoscendo che l’università non è un costo, ma un investimento. E, soprattutto, superando la logica del “prendiamo quel che arriva” e alzando le nostre ambizioni. Solo così Terni potrà diventare una vera città universitaria, capace di costruire un futuro per se stessa e per le nuove generazioni. Perché una città senza giovani è una città che invecchia; una città senza ricerca è una città che si spegne; e una città senza università è una città che rinuncia al suo domani.

Redazione

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