La direttissima Terni–Roma è oggi al centro di un dibattito tecnico e politico molto acceso. Qual è la sua posizione?
Bisogna partire da un dato oggettivo: il provvedimento dell’Autorità dei Trasporti, sollecitato dalla Commissione Europea, impone che la linea direttissima venga riservata ai treni ad alta velocità, quelli oltre i 200 chilometri orari. Questo non è un capriccio locale, ma un obbligo tecnico e legale. Tuttavia, le conseguenze rischiano di essere pesanti per l’Umbria se non siamo pronti con i mezzi giusti nei tempi previsti.
L’Umbria ha fatto la sua parte per rispondere a questa sfida?
Sì, e lo dico con chiarezza. La Regione ha scelto di investire in modo lungimirante, ordinando treni regionali capaci di raggiungere i 200 chilometri orari, proprio per poter accedere alla direttissima e al contempo ridurre i costi di pedaggio. Dodici di questi convogli sono già in fase di collaudo e dovrebbero entrare in servizio entro la fine del 2025. È una scelta che guarda avanti, ma che ora va tutelata.
Qual è il pericolo più concreto che intravede?
Che l’Umbria venga esclusa dai benefici dell’alta velocità proprio nel momento in cui si è dotata degli strumenti per coglierli. Se i treni non sono pronti o se non si prevede una transizione ragionata, rischiamo di vedere i nostri regionali schiacciati su linee lente, mentre l’alta velocità resta un privilegio per altri. Sarebbe un danno doppio: economico e territoriale.
Cosa propone per evitare questa situazione?
Occorre chiedere una deroga temporanea all’Autorità, motivata dalla roadmap chiara che abbiamo già definito. Non si tratta di eludere le regole, ma di armonizzare i tempi della normativa con quelli della realtà territoriale. In parallelo, bisogna aprire un dialogo franco tra Governo, Regioni e Commissione Europea, affinché le esigenze di un’area interna come l’Umbria non vengano ignorate.
C’è spazio anche per forme di compensazione a favore dei pendolari?
Assolutamente sì. I risparmi ottenuti grazie alla riduzione dei pedaggi potrebbero essere reinvestiti in tariffe più basse per pendolari e studenti. È un modo concreto per restituire qualcosa a chi ogni giorno affronta il viaggio tra Terni e Roma non per scelta, ma per necessità. La mobilità regionale non deve essere penalizzata, ma rafforzata.
In sintesi, qual è la posta in gioco?
La competitività dell’Umbria. Non possiamo permettere che venga meno proprio ora, quando abbiamo fatto investimenti importanti per stare al passo. Questa è una sfida che non possiamo perdere, e che dobbiamo giocare con strumenti tecnici, visione politica e capacità di mediazione istituzionale.
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Sono anni che lo dite ….
“Parole parole parole”, cantava qualcuno!
Gentilissimo Sig. NEVI, bellissime PAROLE Le sue!!! La realtà Purtoppo però è sempre il contrario!!! Cosa state FACENDO per noi pendolari ( apparte le parole che se le porta via il vento!!????)??? Noi ad agosto stiamo con il 50% dei treni e quelli che ci saranno percorreranno la lenta quasi tutti !!!!
VOI SIETE AL GOVERNO!!! E STATE PERMETTENDO A TRENITALIA DI FARE QUELLO CHE VOGLIONO SULLE NOSTRE SPALLE. VOGLIAMO I FATTI E PER ORA SONO DISASTROSI.