Fuga di cervelli, è boom in Umbria

Impennata nel 2024 di laureati che sono andati via dalla regione a caccia di opportunità

Ne sono arrivati dall’estero appena 174, ma ne sono fuggiti via ben 722. Sono i giovani neolaureati, che preferiscono andarsene via dall’Umbria per cercare nuove opportunità all’estero. Un dato legato all’anno 2024, diffuso dalla Camera di commercio dell’Umbria e derivante da uno studio Istat. Numeri che confermano il fenomeno crescente in questa regione di giovani che vanno a cercare fuori dall’Italia opportunità professionali una volta conseguita la laurea. Rispetto al 2023, le fughe sono salite di due terzi, visto che erano 446. Un incremento del 61,9%. I motivi sono stipendi più alti, carriere più lineari, riconoscimento del merito e contesti internazionali più dinamici.

UNA MISURA NON BASTA. Se si guardano i dati per un periodo di tempo più lungo, si nota come il fenomeno sia stato costante nel tempo, anche se mai così marcato come ora. Dal 2015- al 2024, dunque in un decennio, in Umbria ci sono state 4.380 uscite, a fronte di 1.760 ingressi, per un saldo negativo di 2.620 laureati. Confrontando il 2024 con il 2015, l’Umbria segna un aumento del 149% delle uscite, contro il 99,6% della media nazionale. Peggio fanno solo Basilicata, Abruzzo, Molise, Veneto e Calabria. “In Umbria – dice il presidente delle Camere di commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni – c’è oggi la consapevolezza che la crescita passa soltanto da un impegno comune di tutte le istituzioni, in sinergia e con una visione condivisa“. La Regione, su questo, ha approvato incentivi fino a 15 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani laureati under 35 e di persone con disabilità, oltre a 9 mila euro per disoccupati iscritti al programma Gol. “Il provvedimento adottato dalla Regione – dice Mencaroni – rappresenta una prima pietra importante, ma da sola non basta. Serve una tastiera di misure organiche, capaci di accompagnare davvero la trasformazione del nostro tessuto economico e sociale. La Camera di Commercio dell’Umbria ha messo al centro del proprio programma i due assi decisivi del futuro, la transizione digitale ed ecologica, che richiedono scelte coraggiose e coordinate. Ma per far esprimere a questa doppia transizione tutte le sue potenzialità in termini di crescita sana e innovativa del territorio occorrono i nostri laureati, risorsa decisiva che va trattenuta e valorizzata“.

Redazione

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