Piediluco double face: arrivano i fondi per la ciclabile, ma la strada è piena di immondizia

La Regione annuncia lo stanziamento per il completamento dell'anello ciclabile. Il segretario del locale circolo dem invece attacca comune e provincia: "Quando venite a tagliare l'erba e ripulire? Cosa vedranno i turisti?"

Lo strano destino di Piediluco. Arrivano i fondi per lo sviluppo turistico del territorio ma tutto intorno invece abbonda il degrado. La Regione, hanno annunciato in una nota i consiglieri dem Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti, ha stanziato il denaro per  finanziare l’anello ciclabile

L’intervento prevede la realizzazione di un itinerario ciclopedonale di oltre 20 chilometri intorno al lago con il coinvolgimento dei territori comunali di Terni e Labro. Ciò grazie ai fondi FSC 2021-2027: per Piediluco, in particolar modo, ci sono 700 mila euro nell’ambito della linea di intervento ‘Le oasi e le vie del verde’.

“Un’operazione – spiegano i consiglieri – che, in un’ottica di lungo periodo, consentirà di espandere la rete ciclabile regionale e l’esperienza del ‘turismo lento’ nel Ternano attraverso il collegamento con la ciclovia del fiume Nera ed il percorso ciclabile della via di Francesco Assisi-Roma. Con un occhio di riguardo anche sul tracciato Terni-Narni per far fronte alle necessità manutentive. La Giunta inoltre, sempre per la ciclabile di Piediluco, ha richiesto un contributo a valere sulle risorse del Fondo unico nazionale per il turismo: in caso di esito positivo, si libererebbero in questo modo risorse del FSC per ulteriori investimenti”.

Nel frattempo però chi arriva a Piediluco, trova una situazione molto meno turistica. Come denuncia Sandro Piccinini, segretario del locale circolo dem, all’imbocco della provinciale 62  che conduce allo svincolo della superstrada Terni-Rieti, si trova erba altissima mista ad immondizia: “La vegetazione non solo non viene tagliata e oltre ad essere pericolosa per la visibilità degli automobilisti fa da scudo e copre quintali di rifiuti abbandonati in una zona che dovrebbe essere la porta di ingresso alla zona turistica per eccellenza della provincia di Terni”.

Un tempo la Provincia ripuliva la zona sopra l’argine del fiume Velino che si immette sul lago. Oggi invece la situazione sembra ben diversa: “Non sarebbe il caso di fare meno proclami ma più interventi e manutenzioni in queste zone abbandonate dai signori governanti il territorio?”, conclude.

 

Redazione

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