“L’inserimento in una struttura assistita è solo l’ultima soluzione”. Con queste parole l’assessora al Welfare del Comune di Terni, Viviana Altamura, interviene per chiarire le modalità con cui vengono gestiti i minori in difficoltà sul territorio. Nessuna spesa fuori controllo, assicura, ma azioni calibrate e obbligate dalla legge, spesso in attuazione di provvedimenti giudiziari.
Nel mirino dell’assessora, alcune interpretazioni mediatiche distorte legate a un caso recente che ha coinvolto un ragazzo italiano: “Spesso – spiega – i servizi sociali comunali si muovono dietro una sentenza della magistratura e hanno l’obbligo di attuare quanto fissato in tribunale”.
Le rette previste per l’accoglienza non sono oggetto di libera contrattazione, ma vengono definite da convenzioni statali e regionali. Altamura puntualizza: “Non comprendono solo vitto e alloggio, che sono le parti residuali, ma tutti i percorsi di recupero e ascolto che richiedono personale specializzato”.
La logica alla base degli interventi è quella della prevenzione come investimento sociale: “Il recupero del minore è un investimento sul futuro – evidenzia – in quanto il suo pieno reinserimento sociale evita future disfunzioni che, anche indirettamente, ricadono sulla collettività”.
Smentito con fermezza ogni presunto “effetto calamita” legato all’arrivo di minori stranieri, l’assessora ribadisce che la situazione è sotto controllo: “A Terni non c’è alcun fenomeno fuori scala, ma solo una gestione ordinaria per una città di centomila abitanti”. E aggiunge: “Respingiamo ogni allarmismo sulla gestione dei minori, siano essi italiani o stranieri non accompagnati”.
A confermare la regolarità dell’operato comunale è anche la quarta commissione consiliare, che, dopo un’analisi approfondita, “non ha rilevato elementi che si discostino dalla ricerca attenta e scrupolosa dei parametri di efficacia, efficienza ed economicità”.
Un esempio concreto della strategia messa in atto è il nuovo servizio di Accoglienza integrata per 50 adulti e 14 minori, interamente finanziato dal Ministero: “Un progetto all’avanguardia che, sia per la qualità che per quantità, porterà solo benefici alla nostra comunità”, afferma Altamura.
Numerose le iniziative preventive realizzate in questi anni, tra cui il progetto Salute e Benessere adolescenziale, che nel 2024 ha coinvolto 560 alunni delle scuole secondarie di primo grado, e Non gioco più, ancora in corso, contro la ludopatia. Altre azioni riguardano la riduzione della dispersione scolastica, l’integrazione sociale di ragazzi con background migratorio e la creazione di patti di collaborazione con scuole, associazioni e realtà locali.
Tra i progetti più significativi spicca Desteenazione, che ha ottenuto oltre 3 milioni di euro di finanziamento dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’iniziativa prevede uno spazio multifunzionale dedicato agli adolescenti e una serie di servizi integrati per promuovere autonomia, partecipazione e inclusione sociale.
“Stiamo investendo soprattutto sulla prevenzione”, ha ribadito l’assessora, spiegando che nel solo 2025 sono stati avviati numerosi percorsi di crescita personale, sostegno alle famiglie e promozione dell’associazionismo giovanile. Per il 2026, le aspettative sono ancora più alte.
“Questi progetti rappresentano una risposta concreta per tutti quei ragazzi e ragazze che hanno bisogno di luoghi di aggregazione, crescita culturale e personale”, ha concluso Altamura.
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