La Fondazione Carit ha ufficialmente presentato il nuovo progetto di illuminazione dell’ Abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo, accompagnato dal completamento quasi definitivo dei lavori di restauro della navata, dell’abside, degli affreschi e degli elementi artistici interni. L’intervento rientra nelle iniziative della terza edizione del Festival diffuso “È cultura!”, promosso con il coinvolgimento di banche, fondazioni di origine bancaria e istituzioni culturali.
Il sistema di illuminazione utilizza corpi luminosi specializzati che esaltano ogni dettaglio pittorico, proteggendo al contempo la delicata superficie degli affreschi. Questa tecnologia avanzata consente una lettura visiva fedele e naturale delle opere, senza alterazioni cromatiche, valorizzando ogni ambiente dell’Abbazia.
Il restauro, affidato alla ditta Conserva e seguito sotto la rigida supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, ha portato alla luce affreschi nascosti sotto vecchi strati di pittura e ha valorizzato manufatti lignei, marmi e pavimenti musivi di grande pregio storico. Grazie all’alta sorveglianza degli esperti e alla collaborazione attiva delle istituzioni locali, il progetto rappresenta un esempio virtuoso di tutela e promozione del patrimonio umbro.
Emiliano Strinati, presidente della Fondazione Carit, sottolinea: “La tecnica che è stata utilizzata dalla società che ha realizzato l’impianto d’illuminazione è appunto la stessa tecnica che è stata realizzata per l’illuminazione della cappella sistina. L’evento si inserisce nel festival che ha voluto l’Associazione Bancaria Italiana e l’ACRI, l’Associazione della Cassa di Risparmio Italiana, un festival che riguarda la cultura e con il quale vengono invitate tutte le fondazioni e tutte le banche a partecipare. Noi abbiamo pensato di partecipare con la presentazione di questi lavori.Adesso faremo il primo stralcio funzionale, poi vi saranno altri stralci però intanto tra pochi giorni sarà pronta per essere visitata”
Elisabetta Cascelli, sindaca di Ferentillo aggiunge: “Riportiamo alla luce degli affreschi dell’Abbazia di San Pietro in Valle, un monumento importantissimo del nostro territorio, un po’ misconosciuto, che però è uno dei monumenti più importanti dell’Umbria. Qui abbiamo degli affreschi molto belli, risalenti all’undicesimo secolo, (2:25) che sono stati finalmente riportati alla luce con un lavoro di restauro ( e poi adesso anche illuminati con un progetto della Osram (e con una serie di interventi che ci fanno vedere di nuovo gli affreschi nella loro originaria bellezza e freschezza. L’antico mausoleo di Longobardi è stato sin qui poco considerato: siamo sicuri, che con questa opera potranno tornare turisti, anche non umbri, per scoprire questo pezzo di storia”
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Chi l ha detto alla sindaca che l’ abbazia non è conosciuta e non e’ stata valorizzata nel tempo? Noi ferentillesi insieme alle amministrazioni passate abbiamo fatto molto per la a storia di questo monumento conosciuto in tutto il mondo. I turisti stranieri l hanno visitata da sempre fin da tempi lontani. Sono stati scritti tantissimi libri e servizi giornalistici sulla preziosità delle opere d’ arte conservate al suo interno.