Stadio-clinica, volano gli stracci. AP e FI: “Ostilità verso Terni”. Ma AVS rilancia su conflitto d’interesse

Alternativa Popolare parla di “atto di guerra” contro la città, mentre la Regione difende la legittimità della decisione. Sullo sfondo il nodo del conflitto di interessi e il futuro della sanità ternana.

Il confronto tra Regione Umbria e Comune di Terni sul progetto stadio-clinica è sempre più scontro istituzionale. Dopo la decisione della Regione di impugnare davanti al TAR la delibera comunale che autorizzava la realizzazione del complesso sportivo e sanitario, esplode la polemica politica.
Il gruppo consiliare di Alternativa Popolare parla di “atto di guerra contro la città”, denunciando una scelta che – a loro dire – mette a rischio l’economia, la sanità e il futuro di Terni. La Regione, invece, ribadisce che la procedura del Comune non è conforme alle norme vigenti, mentre Alleanza Verdi e Sinistra Umbria riaccende il tema del presunto conflitto di interessi legato al sindaco Stefano Bandecchi.

La posizione di Alternativa Popolare: “Una scelta ostile e incomprensibile”

In una nota durissima, Alternativa Popolare condanna “la decisione della Regione di bloccare un progetto strategico per la città”, ricordando che nel 2021 il Consiglio comunale di Terni aveva approvato il piano con 29 voti favorevoli e 3 astenuti, in un raro momento di convergenza tra destra e sinistra.
Secondo il gruppo, l’atto regionale “rappresenta un colpo inferto alla crescita economica del territorio” e accentua quella che definiscono “una guerra economica tra Terni e Perugia”, con la Regione accusata di concentrare risorse e sanità solo sul capoluogo.

Il partito denuncia inoltre che “il silenzio delle forze politiche ternane” di fronte a un provvedimento così grave equivale a una complicità inaccettabile.
La nota sottolinea che il progetto, donato alla città e ora di proprietà della famiglia Rizzo, prevede la riqualificazione dello stadio a costo zero per la collettività, in cambio della costruzione di una clinica privata convenzionata con 104 posti letto già previsti dalla Regione.

Il nodo dell’impugnazione e le conseguenze per la città

Alternativa Popolare critica duramente la tempistica della decisione regionale, arrivata “allo scadere dei termini”, sostenendo che la Regione avrebbe potuto “prescrivere adeguamenti” invece di bloccare il progetto.
Secondo i consiglieri, la scelta “mette a rischio la Ternana Calcio, che potrebbe fallire, e lascia la città senza uno stadio e senza una struttura sanitaria moderna”.
Il gruppo invita quindi a una mobilitazione generale di istituzioni, cittadini e categorie produttive, con l’obiettivo di “difendere Terni con fermezza e unità”.

Forza Italia: nuovi ostacoli a Terni

Posizione simile da Antonio De Angelis, segretario comunale di Forza Italia: ” La decisione della Regione Umbria di proporre ricorso al TAR contro la determina dirigenziale di luglio del Comune di Terni sul progetto stadio clinica è un grave errore- dice-  Il progetto stadio-clinica, indipendentemente da chi sia il soggetto proponente, costituisce una importante occasione di crescita e sviluppo per la città di Terni, che consentirebbe al territorio ternano di avere una struttura sanitaria a supporto di quella pubblica, oltre che una nuova ed efficiente struttura sportiva. La realizzazione di strutture di tale rilevanza comporterebbe inoltre un evidente beneficio a tutto il tessuto economico ternano. Tentare di ostacolarle mediante lo strumento giudiziario è l’ennesimo tentativo della Giunta Regionale guidata da Stefania Proietti di affossare qualunque progetto che riguardi Terni”

Nella veste di vice presidente della Provincia interviene anche l’altro forzista, Francesco Ferranti che definisce l’impugnazione “atto surreale”: “Appare evidente che l’interesse della Regione a guida centrosinistra è impedire a Terni e all’Umbria del sud di essere dotati di una clinica privata convenzionata e di un nuovo e moderno stadio. Tutto ciò – sottolinea – si associa a quanto emerso nel corso del recente Consiglio comunale aperto alla presenza della Presidente della Regione Proietti, dove è plasticamente emerso che per la realizzazione del nuovo ospedale gli ultimi 12 mesi sono trascorsi nell’assenza di ogni iniziativa utile e che quindi si riparte dal punto zero andando a cercare un’area dove farlo.

E’ la dimostrazione – dichiara il vice Presidente – che l’attuale governo regionale non sta adeguatamente tutelando gli interessi di Terni, della provincia e dell’Umbria meridionale, né dal punto di vista della crescita, né da quello del diritto dei cittadini ad usufruire di una sanità efficiente”.

La replica della Regione: “Serve rispetto delle leggi e trasparenza”

L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti, interviene per spiegare la posizione dell’esecutivo umbro.
Attraverso un post sui social, De Rebotti chiarisce che l’avvocatura regionale ha ritenuto “non procedibile” la proposta del Comune, poiché prevede il finanziamento dello stadio tramite una clinica convenzionata le cui prestazioni sarebbero pagate dal sistema sanitario pubblico.
La valutazione, precisa l’assessore, era già stata espressa “durante la conferenza dei servizi convocata sotto la precedente Giunta regionale”, che aveva autorizzato lo stadio, ma non il legame economico con la clinica.

De Rebotti ribadisce che spetterà ora al TAR pronunciarsi “sulla correttezza del procedimento, a tutela della comunità”.
Pur respingendo le accuse di ostilità verso Terni, l’assessore richiama tutti a un “senso di responsabilità istituzionale”, sottolineando che non è possibile ignorare rilievi di legittimità quando emergono da valutazioni tecniche e giuridiche.

Alleanza Verdi e Sinistra: “Il conflitto di interessi resta”

Alla discussione si unisce anche Alleanza Verde Sinistra Umbria, che rilancia il tema del presunto conflitto di interessi del sindaco Stefano Bandecchi.
Il movimento chiede chiarezza sulla proprietà dei terreni su cui dovrebbe sorgere la clinica, sottolineando che il sito di “Ternanello” risulta ancora intestato alla Ternana Women S.R.L., società presieduta dallo stesso Bandecchi.
Inoltre, secondo il gruppo, la modifica dello statuto societario avvenuta a maggio – con l’introduzione della possibilità di gestire “servizi di riabilitazione fisica e motoria” – solleverebbe ulteriori dubbi sulla reale distanza tra l’amministrazione comunale e il progetto privato.

Sanità pubblica e regole del mercato

Alleanza Verdi e Sinistra ricordano infine che “chiunque può aprire una clinica privata a Terni”, ma nessuno può pretendere una convenzione preventiva con il servizio sanitario pubblico.
“Non si può aprire un’attività d’impresa chiedendo che a pagare in anticipo sia lo Stato”, affermano, paragonando la richiesta del Comune “a un ristorante che pretende di avere l’80% dei tavoli già prenotati e pagati”. Il movimento plaude dunque alla scelta della Regione, definendo “corretto e doveroso” il ricorso al TAR per fermare “un atto palesemente contrario alle norme di legge”.

Mentre il dibattito politico si inasprisce, il destino del progetto stadio-clinica di Terni resta sospeso. La decisione del TAR sarà determinante per chiarire la legittimità del procedimento e definire i confini tra iniziativa privata e interesse pubblico. Nel frattempo, la città rimane divisa: tra chi vede nel progetto una occasione di rilancio economico e chi teme una deriva privatistica della sanità locale.

Redazione

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