Nutrizionisti ma senza titoli: anche una ternana nel blitz della finanza con 41 indagati

L’indagine della Guardia di Finanza ha portato alla scoperta di 41 persone in tutta Italia che esercitavano abusivamente la professione, tra cui una 30enne di Terni.

Una donna ternana di 30 anni è tra le persone coinvolte nell’indagine “Vera Salus”, un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Firenze e della Compagnia di Empoli, sotto il coordinamento della Procura fiorentina. L’inchiesta ha portato alla luce una rete di 41 soggetti privi dei requisiti necessari per esercitare la professione di nutrizionista, con il reato contestato di esercizio abusivo della professione.

Come riportato in una nota delle Fiamme Gialle, le indagini sono partite dall’individuazione di strutture pseudo-universitarie con sedi a Empoli e Montespertoli, riconducibili a un imprenditore toscano. Queste strutture, attraverso un ateneo svizzero creato ad hoc, permettevano a numerosi frequentatori provenienti da tutta Italia di ottenere titoli accademici falsi, rilasciati online, tra cui una laurea in scienze dell’alimentazione e nutrizione umana.

Un approfondito lavoro di collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca ha permesso alla Guardia di Finanza di accertare che questi enti non avevano alcuna autorizzazione a rilasciare titoli di studio validi in Italia. “Gli enti coinvolti non erano abilitati al rilascio di titoli aventi valore legale in Italia”, ha spiegato la Finanza, evidenziando la natura fraudolenta delle operazioni.

L’inchiesta ha messo in evidenza che gli indagati esercitavano abusivamente la professione di nutrizionista in vari ambiti: studi medici, palestre specializzate in bodybuilding, o addirittura da remoto, direttamente dalle proprie abitazioni. Nonostante la normativa vigente stabilisca che solo chi possiede un titolo rilasciato da un ateneo riconosciuto dal MUR e sia iscritto a uno degli Ordini professionali (biologi, medici, dietisti o farmacisti) possa esercitare la professione, i soggetti coinvolti somministravano piani alimentari personalizzati e prescrivevano integratori, proteine, amminoacidi, e, in alcuni casi, sostanze potenzialmente dopanti, mettendo a serio rischio la salute dei pazienti.

Nel corso dell’operazione, sono stati sequestrati 5 studi professionali, 41 titoli accademici falsi e la sede delle pseudo-università. Inoltre, sono stati rinvenuti diplomi e tesi pronti per l’utilizzo, mentre sono stati oscurati i portali web per prevenire ulteriori iscrizioni.

Redazione

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