A Orvieto, la Soprintendenza regionale ha fatto togliere le vetrate dai bassorilievi sulla facciata del Duomo, ma nel contempo c’è il Museo dell’Opera del Duomo ancora chiuso e sulla cui riapertura non arrivano segnali. Due facce della stessa medaglia. Da una parte un’opera d’arte che torna dopo quarant’anni a mostrarsi senza lastre protettive, dall’altra una struttura ancora inibita al pubblico, per lavori di ristrutturazione dei quali non si hanno notizie certe circa il loro avanzamento. Una vicenda della quale si era occupato a settembre 2025 anche il sito Finstresullarte.info con un proprio articolo.
Il Museo dell’Opera del Duomo, che comprende il Duomo stesso, i palazzi papali il palazzo Soliano e la libreria Alberi, è chiuso dal primo settembre 2024 e dopo quasi un anno e due mesi non si vede all’orizzonte una possibile data di riapertura. Al momento della chiusura, per consentire i lavori di ristrutturazione, si era parlato di provvedimento “fino a ata da destinarsi“. Sulla vicenda, torna a interessarsi anche la politica. In Parlamento, la deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli interessa i ministeri dell’Interno e della Cultura, attraverso un’interrogazione, dicendo che la chiusura del Museo così prolungata rappresenta una ferita aperta per l’intera Orvieto. “Il punto – scrive Emma Pavanelli – non è soltanto la chiusura prolungata, ma l’assoluta mancanza di trasparenza. I cittadini non conoscono i progetti, non conoscono le opere, non conoscono le tempistiche“. Definisce paradossale il fatto che un ente di interesse pubblico come l’Opera del Duomo proceda senza un percorso trasparente e partecipato. Emma Pavanelli chiede ai ministeri competenti di fare chiarezza sui progetti e sugli interventi in corso e sullo stato di avanzamento dei lavori, oltre che sui tempi di riapertura. “Orvieto – afferma – merita rispetto e merita risposte. Non è accettabile che un bene culturale di tale importanza rimanga chiuso sine die, senza alcun canale di comunicazione istituzionale che aggiorni i cittadini“.
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