Attirano un uomo con la scusa di una prestazione sessuale, poi lo rapinano: condannati

Condannati a quattro anni due giovani ternani per due rapine aggravate; pena ai domiciliari grazie alla legge Cartabia. Ricostruiti i fatti e il processo.

Si è chiuso con una condanna a quattro anni di reclusione ciascuno, da scontare ai domiciliari, il processo con rito abbreviato a carico dei due giovani ternani accusati di aver commesso due rapine a distanza di pochi giorni lo scorso febbraio. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Chiara Mastracchio, che ha riconosciuto le attenuanti generiche dopo l’ammissione dei fatti e le scuse rivolte alle vittime. Ne rifetisce Il Messaggero

Il primo episodio risale a metà febbraio, quando un operaio di 53 anni era stato attirato con il pretesto di una prestazione sessuale a pagamento. I due giovani lo avevano caricato in auto, portato in una zona isolata e minacciato con una pistola puntata alla testa, pretendendo un pagamento immediato.

Quando l’uomo aveva spiegato di non poter effettuare un bonifico, era stato costretto a telefonare alla moglie pregandola di consegnare gioielli d’oro presenti in casa. La donna, spaventata, aveva consegnato ai due una scatolina con fede nuziale, gemelli e fermacravatta. Dopo aver ottenuto il bottino, i ventenni erano fuggiti.

Due giorni dopo, uno dei ragazzi aveva minacciato con la stessa arma una sessantenne, appena uscita da un bar a Borgo Bovio, obbligandola a svuotare la borsa per rubare il poco denaro contenuto. Anche in questo caso, la fuga era avvenuta a bordo dell’auto già utilizzata nel primo episodio.

Le indagini della Squadra Mobile di Terni avevano rapidamente portato all’identificazione dei due giovani, poi arrestati e condotti al carcere di Sabbione. In aula erano difesi dagli avvocati Francesco Mattiangeli e Lorenzo Filippetti.

Il pubblico ministero Raffaele Pesiri aveva chiesto pene più alte: 6 anni e 8 mesi per il ternano, 5 anni e 4 mesi per il complice.

Il giudice ha però applicato la riduzione prevista dal rito abbreviato, concedendo le attenuanti e disponendo che la pena venga eseguita ai domiciliari secondo quanto previsto dalla legge Cartabia.

Redazione

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