Conflitto di interesse, Bandecchi: “Il Pd farnetica, Ascani porti le prove e mi denunci”

Il sindaco di Terni e presidente della Provincia replica all’interrogazione del Pd sulla sua rimozione, accusando il partito di ignorare i veri problemi della città.

Stefano Bandecchi, in veste sia sindaco di Terni che di presidente della Provincia, ha replicato alle recenti dichiarazioni della senatrice Ascani (Pd), che ha presentato un’interrogazione al ministro Piantedosi chiedendo la sua rimozione per presunti conflitti di interesse. Bandecchi ha definito l’interrogazione una “farneticante” accusa senza fondamento e un’ennesima aggressione parlamentare nei suoi confronti, da parte degli stessi esponenti politici, accusati dal sindaco di concentrarsi più sul mantenimento del loro seggio che sui bisogni dei cittadini.

“Sono accuse gravi, ma senza alcuna prova”, ha dichiarato Bandecchi, riferendosi alle accuse mosse dalla senatrice. Secondo il sindaco, le richieste di rimozione sono basate su una palese ignoranza dei fatti e delle evidenze, senza alcuna documentazione che giustifichi tali affermazioni. “Mentre ululano accuse infondate”, Bandecchi ha proseguito, “il Pd copre ciò che la loro Giunta regionale sta facendo contro Terni e i ternani, in particolare sul fronte dell’ospedale”.

Il sindaco ha messo in evidenza una “vicenda vergognosa” riguardante il nuovo ospedale cittadino, che secondo Bandecchi vede il Comune ignorato e i costi aumentati di oltre 250 milioni di euro, senza chiarezza nelle azioni intraprese. “Si cerca di far saltare o spostare di 20 anni la realizzazione dell’ospedale”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di risolvere tali problematiche urgenti piuttosto che impegnarsi in battaglie politiche sterili.

In risposta all’interrogazione della senatrice Ascani, Bandecchi ha lanciato una sfida: “Se la senatrice Ascani ha delle prove sui miei presunti conflitti di interesse, proceda con una denuncia all’autorità competente”, ha detto, invitando l’esponente del Pd a portare le prove davanti alla giustizia. “Vedremo chi dice la verità e chi sta dicendo falsità, e chi ne pagherà i danni”, ha concluso il sindaco.

Bandecchi ha anche paragonato la richiesta di rimozione a un “tentativo di intimidazione”, che avrebbe reminiscenze delle purghe staliniane, accusando il Pd di concentrarsi su lotte politiche invece di lavorare per il bene del territorio. Infine, il sindaco ha invitato la senatrice Ascani e i suoi colleghi umbri del Pd a “lavorare di più e meglio per il territorio”, ricordando che sono da molti anni in parlamento, ma i loro risultati concreti sono pari a zero.

Redazione

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