Violenza sessuale su una quindicenne a Ferentillo, minorenni condannati: attesa per l’appello

Dopo la condanna a tre anni per violenza sessuale, la Corte di Perugia potrebbe fissare a breve il giudizio di secondo grado

Potrebbe essere fissata a breve davanti alla Corte d’Appello di Perugia la data del processo di secondo grado per due giovani di nazionalità egiziana, condannati in primo grado per violenza sessuale ai danni di una ragazza ternana. I fatti risalgono al 18 giugno 2022 e si sono verificati a Ferentillo, in Valnerina. All’epoca la vittima aveva 15 anni, mentre i due imputati avevano 16 e 17 anni ed erano ospiti di una comunità del territorio.

L’episodio aveva scosso profondamente la comunità locale per la giovane età dei coinvolti e per le modalità con cui, secondo quanto emerso in sede processuale, si sarebbero svolti gli abusi. La ragazza aveva denunciato di essere stata condotta con la forza nei pressi delle sponde del fiume Nera, vicino a un ponte, da uno dei due giovani che già conosceva. In quel luogo, secondo la ricostruzione accusatoria accolta in primo grado, si sarebbe consumata la violenza.

Le indagini erano state avviate immediatamente dopo la denuncia e coordinate dal procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Perugia, Flaminio Monteleone. I carabinieri avevano proceduto all’arresto dei due ragazzi pochi giorni dopo l’accaduto, raccogliendo elementi ritenuti sufficienti per contestare il reato di violenza sessuale in concorso.

Il procedimento si era celebrato davanti al Tribunale per i minorenni di Perugia, competente per i reati commessi da soggetti non ancora maggiorenni al momento dei fatti. In primo grado entrambi gli imputati sono stati condannati a tre anni di reclusione. La sentenza era arrivata a fronte di una richiesta dell’accusa pari a sei anni, ridotta in considerazione della scelta del rito abbreviato.

Nel pronunciamento, il collegio aveva riconosciuto alcune attenuanti, determinando così una pena inferiore rispetto a quella sollecitata dalla pubblica accusa. La decisione aveva comunque confermato la responsabilità dei due giovani per i fatti contestati.

Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, la ragazza sarebbe stata raggiunta da uno dei due ragazzi, che l’avrebbe poi trascinata con la forza lungo l’argine del fiume. In seguito, sempre stando agli atti giudiziari, il giovane avrebbe contattato telefonicamente l’amico, che si sarebbe unito a lui sul posto. Gli abusi sarebbero quindi avvenuti a turno.

Redazione

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6 mesi fa

Che schifo 🤮🤮🤮🤮 abbusare una contania.

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