Venerdì 6 marzo 2026, a Palazzo Donini a Perugia, la Regione Umbria ha ospitato la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2025, evento annuale di analisi dedicato alla presenza migrante nel territorio umbro e alle sue implicazioni sociali, demografiche ed economiche. I dati, illustrati da esperti del Centro Studi e Ricerche sull’Immigrazione Idos e da funzionari regionali, tracciano il profilo di una comunità straniera in crescita, giovane e sempre più integrata nel tessuto produttivo e sociale della regione. La presentazione si è svolta alla presenza di cittadini, istituzioni, associazioni, sindacati e rappresentanti religiosi.
La crescita dei residenti stranieri sfida il calo demografico
Secondo il bilancio demografico provvisorio 2024, i residenti stranieri in Umbria ammontano a 90.587 persone, pari al 10,6% della popolazione totale. Il dato più significativo è il tasso di crescita: +2,3% nell’arco del 2024, in netta controtendenza rispetto al calo complessivo dei residenti registrato nello stesso periodo (-1,3%). Nel corso dell’anno sono nati 694 bambini da genitori stranieri, mentre 3.884 persone hanno acquisito la cittadinanza italiana, un percorso che richiede mediamente 15 anni e che i relatori hanno definito “impervio”, ma indicativo di un radicamento stabile e duraturo.
La distribuzione territoriale mostra una concentrazione prevalente nella provincia di Perugia, dove risiedono 67.809 stranieri, pari al 74,9% del totale regionale. La provincia di Terni registra invece la crescita più marcata, con un incremento del 4% nel periodo analizzato.
Una presenza giovane, femminile e attiva nel mercato del lavoro
Sul piano anagrafico, la popolazione straniera in Umbria è strutturalmente più giovane rispetto a quella italiana: i minori rappresentano il 17,5% del totale, mentre gli over 65 si fermano al 9%. La componente femminile è prevalente, attestandosi al 53,4%, dato che l’assessore regionale alle Politiche di immigrazione Fabio Barcaioli ha definito “la più alta d’Italia” tra le regioni.
Sul fronte occupazionale, gli stranieri occupati sono circa 44.000, pari all’11,8% del totale degli occupati in Umbria. Il tasso di attività raggiunge il 70,8%, con un tasso di occupazione del 62,2%. Permane tuttavia un divario significativo rispetto ai lavoratori italiani: il tasso di disoccupazione straniero si attesta al 12,2%, un valore nettamente superiore alla media nazionale della componente autoctona.
La partecipazione al mercato del lavoro si concentra nei servizi (61,9%), con una presenza rilevante nel lavoro domestico (20,8%), seguiti dall’industria (32,8%, di cui il 14,7% nelle costruzioni) e dall’agricoltura (5,3%).
Quasi 10mila imprese a guida straniera: il peso sull’economia umbra
Particolarmente rilevante è il contributo della componente imprenditoriale straniera: le imprese guidate da persone nate all’estero sono 9.837, corrispondenti al 10,8% del totale delle imprese registrate in Umbria. La quota femminile tra i titolari stranieri raggiunge il 27,3%, confermando un protagonismo delle donne migranti anche nella dimensione economica del territorio.
Le voci istituzionali: dati come base per nuove politiche
La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, intervenuta in videocollegamento, ha posto l’accento sulla necessità di tradurre i dati in strategie concrete di lungo periodo: “A chi arriva dobbiamo offrire opportunità di lavoro dignitose: sia a chi sceglierà di costruire qui il proprio futuro, sia a chi un giorno vorrà tornare nelle proprie terre portando con sé competenze ed esperienza.”
L’assessora alle Politiche sociali del Comune di Perugia, Costanza Spera, coordinatrice della Consulta Welfare e Politiche Sociali di Anci Umbria, ha sottolineato come la conoscenza dei dati rappresenti il punto di partenza per superare pregiudizi e costruire interventi efficaci: “Come amministrazioni locali abbiamo il compito di trasformare questi numeri in politiche di inclusione, accesso ai diritti e partecipazione, perché una comunità più coesa e inclusiva è anche una comunità più forte.”
Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche sull’Immigrazione Idos e curatore del rapporto nazionale, ha richiamato l’attenzione sul ruolo del Dossier come strumento di contrasto alle distorsioni nel dibattito pubblico: “Con il passare degli anni è diventato sempre più evidente quanto fosse necessario raccontare le migrazioni partendo da dati solidi e analisi oneste.”
Il sistema di accoglienza e i nodi irrisolti
Eleonora Bigi, responsabile della Sezione immigrazione e protezione internazionale della Regione Umbria, ha presentato i dati sull’accoglienza e segnalato alcune criticità strutturali. A metà 2025 risultavano accolte 2.811 persone in Umbria, di cui 471 nei progetti SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione). Bigi ha evidenziato uno squilibrio tra accoglienza straordinaria e SAI che, a suo avviso, ostacola percorsi di integrazione efficaci: “I predominanti CAS, oggi ridotti a ‘vitto e alloggio’, hanno perso la funzione di incubatori di autonomia, aumentato i costi ed il rischio di marginalizzazione sociale.”
All’incontro, moderato dal giornalista Laurent De Bai, hanno partecipato anche Andrea Corpetti per la Cgil Umbria e Marco Casci per la Chiesa Valdese, tra i soggetti sponsor del rapporto nazionale.
In esito all’evento, l’assessore Barcaioli ha rinnovato l’invito a partecipare alla nuova Consulta regionale dell’immigrazione, chiamata a contribuire alla riscrittura di una legge regionale capace di rispondere alle trasformazioni demografiche e sociali in atto nella regione.
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