Sono circa 10mila, a livello nazionale, le studentesse e gli studenti fuori sede che hanno chiesto al Movimento 5 Stelle di essere nominati rappresentanti di lista per poter votare al prossimo referendum sulla riforma della giustizia. L’iniziativa nasce per permettere ai giovani lontani dalla propria città di residenza di esercitare il diritto di voto senza dover rientrare nel comune di origine. Secondo i dati raccolti, in Umbria le richieste sarebbero circa un centinaio, concentrate soprattutto nei centri universitari di Perugia, Assisi, Foligno e Narni. Una mobilitazione che testimonia l’interesse degli studenti per il referendum e le difficoltà pratiche che molti incontrano nel tornare a casa per votare.
Referendum voto fuori sede: in Umbria circa cento richieste
A spiegare la situazione è la deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, che sottolinea come il fenomeno riguardi soprattutto studenti impegnati negli esami universitari. «Questo è un periodo di esami e tornare a casa è complicato per studentesse e studenti», ha dichiarato. Secondo Pavanelli, costringere i fuori sede a scegliere tra studio e voto rappresenta una difficoltà concreta per molti giovani. In Umbria, inoltre, si registrano circa 600 richieste analoghe presentate al Partito Democratico, a conferma di una domanda diffusa tra gli studenti che frequentano le università della regione.
La proposta di legge sul voto degli studenti
La deputata pentastellata ricorda di aver presentato all’inizio della legislatura una proposta di legge per il voto dei fuori sede, con l’obiettivo di consentire anche agli studenti lontani dalla residenza di partecipare più facilmente alle consultazioni elettorali. Nel testo, spiega Pavanelli, era previsto proprio l’avvio di questa possibilità in occasione dei referendum. Tuttavia la proposta non è stata inserita nella normativa approvata successivamente. «La maggioranza aveva inizialmente definito tutto questo fattibile – ha spiegato – ma poi non se ne è fatto nulla».
Referendum voto fuori sede: la soluzione dei rappresentanti di lista
Per consentire comunque la partecipazione al voto, il Movimento 5 Stelle ha deciso di utilizzare una possibilità prevista dalla normativa elettorale. Il riferimento è agli articoli 48 e 49 del Dpr 361 del 1957, che permettono ad alcune categorie di votare nel luogo in cui svolgono il proprio servizio. «La stessa possibilità può essere applicata ai rappresentanti di lista – ha spiegato Pavanelli – e abbiamo deciso di utilizzarla per permettere anche agli studenti fuori sede di votare». Una soluzione che mira a garantire l’esercizio del diritto di voto anche a chi, per motivi di studio o lavoro, si trova lontano dalla propria città.
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