Un significativo passo avanti nella sanità territoriale arriva dall’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, che rafforza i servizi dedicati alle cardiomiopatie Terni con possibile coinvolgimento genetico. La struttura di Cardiologia amplia infatti l’offerta ambulatoriale, migliorando l’accesso alle cure per patologie complesse e rare. L’intervento consente di potenziare il percorso assistenziale, rendendolo più rapido ed efficiente per i pazienti, che fino a oggi erano spesso costretti a spostarsi fuori provincia per ricevere trattamenti specialistici.
Cardiomiopatie Terni: farmaci innovativi e nuove opportunità terapeutiche
Determinante in questo percorso è stato il lavoro del dottor Giovanni Carreras, responsabile di Aritmologia, che ha reso possibile la prescrivibilità di farmaci di ultima generazione prima disponibili esclusivamente presso l’Azienda ospedaliera di Perugia. Questo risultato segna un ampliamento concreto delle opzioni terapeutiche per i pazienti affetti da cardiomiopatie, contribuendo a una presa in carico più completa e vicina al territorio.
Ambulatorio di secondo livello e diagnostica avanzata
L’attivazione dell’ambulatorio di secondo livello, voluta dal direttore sanitario Domenico Montemurro, rappresenta un ulteriore elemento di innovazione. La struttura, affidata alla cardiologa Georgette Khoury, offre valutazioni cliniche e strumentali avanzate, tra cui ecocardiogramma con analisi dello strain parietale ed ecosforzo, oltre alla gestione delle indagini genetiche e di cardioimaging. Contestualmente è stato previsto un ampliamento dei posti dedicati a cardiorisonanza e cardio TAC, strumenti fondamentali per una diagnosi accurata.
Cardiomiopatie Terni: un team multispecialistico per percorsi più rapidi
Il potenziamento dei servizi si fonda su un approccio multidisciplinare che coinvolge diverse unità operative dell’ospedale. Tra i professionisti impegnati figurano Massimo Principi, Roberto Ferranti, Alessandro Mariottini, Arcangelo Liso, Fabio Loreti e Luigi Vecchi. La sinergia tra le diverse competenze, insieme al contributo del personale infermieristico dei servizi cardiologici, consente di snellire il percorso diagnostico e migliorare la qualità complessiva dell’assistenza ai pazienti.
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