A volte nascono sinergie inaspettate, capaci di unire mondi lontani. È quanto accaduto ieri sera al TIC Festival 2026 di Terni, dove si sono incontrati Carolina Kostner e Chico, il cagnolino di Francesco Taverna. La Kostner non ha bisogno di presentazioni: è una delle pattinatrici sul ghiaccio più medagliate di sempre, vero orgoglio nazionale e figura simbolo dello sport italiano. Chico, invece, è un fenomeno social, amato e seguito da oltre un milione di follower, ma anche protagonista di un momento storico: il primo tedoforo a quattro zampe della storia olimpica a Milano-Cortina 2026, evento di cui Kostner è stata ambassador. Due storie diverse ma accomunate da una forte capacità comunicativa ed emotiva. Un incontro che ha saputo coinvolgere il pubblico, offrendo una riflessione autentica sul tema centrale del festival: “Ascolta”.
Carolina Kostner e la nuova vita fuori dalla pista
Nel corso dell’incontro, Carolina Kostner ha raccontato la sua nuova fase di vita, oggi lontana dalle competizioni ma ancora profondamente legata allo sport. La campionessa ha scelto di affiancare giovani atleti, mettendo a disposizione esperienza, sensibilità e visione maturate in anni ai vertici dello sport internazionale. Un passaggio importante, che segna l’inizio di una nuova identità professionale e personale. Ha parlato anche del percorso interiore affrontato nel tempo, fatto di crescita, consapevolezza e capacità di mettersi in discussione. Un racconto che restituisce l’immagine di una figura estremamente umile, delicata e raffinata, capace di andare oltre il risultato sportivo.
“Ho sentito molto il peso del giudizio”: il racconto umano di Carolina Kostner
Particolarmente intenso il passaggio in cui Carolina Kostner ha condiviso una riflessione personale sul proprio percorso, segnato da aspettative e pressione costante. «Ho sentito molto il peso del giudizio e di essere sempre giudicata, non mi sentivo mai all’altezza», ha raccontato, spiegando come per anni abbia vissuto con la sensazione di non essere “mai abbastanza”. Un percorso che l’ha portata a confrontarsi con il rischio di cadere in un’ossessione del controllo, imparando nel tempo ad accettare le proprie fragilità e a trovare un equilibrio tra vita personale e carriera sportiva. «Ho dovuto imparare ad accettare quelle che erano le mie debolezze», ha aggiunto, sottolineando però anche quanto sia stato determinante imparare a lavorare sui propri pregi, trasformandoli in una grande risorsa. Una consapevolezza che rappresenta una delle chiavi del suo successo e che oggi la rende unica, sia come persona che come sportiva. Un racconto profondo, che restituisce la dimensione più autentica dell’atleta, capace di trasformare la propria esperienza in un messaggio umano universale.
Il messaggio ai giovani e il valore dell’ascolto
Accanto a lei, Francesco Taverna, attraverso la figura di Chico, ha lanciato un messaggio diretto soprattutto ai più giovani: «Non smettete mai di sognare e non state mai con i piedi per terra». Un invito a coltivare ambizioni e immaginazione, in linea con lo spirito del TIC Festival 2026. L’incontro, presentato da Pietro Bussotti, ha saputo unire sport, social ed emozione, offrendo al pubblico un momento autentico di riflessione. Un appuntamento che ha confermato come il tema dell’ascolto possa declinarsi in molte forme, diventando strumento di crescita personale e collettiva.
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