Lunedì sera a Terni, nei pressi di palazzo Spada, una rider che si trovava a ritirare degli ordini presso una rosticceria del centro è stata insultata e minacciata di morte da un altro fattorino. La donna, che era lì con il marito, aveva chiesto rispetto delle regole dopo essere rimasta coinvolta in una lite già in corso tra altri rider e i titolari del locale. Il motivo del contendere: alcuni fattorini tentavano di effettuare consegne senza possedere il tesserino identificativo obbligatorio introdotto dal Comune di Terni il primo aprile scorso, e alcuni di essi utilizzavano il cosiddetto “fake GPS” per manipolare i sistemi delle piattaforme di prenotazione.
La situazione è rapidamente degenerata. Alle minacce verbali si sono aggiunti gesti che mimavano atti di violenza, costringendo la donna a contattare il 112. Al sopraggiungere delle forze dell’ordine, tuttavia, il rider responsabile delle minacce si era già allontanato. Il giorno successivo la vittima ha sporto denuncia ai carabinieri, che stanno ora ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti.
Il tesserino identificativo per rider: uno strumento di tutela
Il contesto normativo è centrale in questa vicenda. Dal primo aprile, Terni figura tra i primi comuni italiani ad aver introdotto un tesserino identificativo obbligatorio per i rider. Lo strumento viene rilasciato su domanda dalla società Terni Reti Srl e deve essere tenuto in mostra sia al momento del ritiro della merce presso l’esercente, sia durante la consegna al consumatore finale. In caso di inadempienza, è prevista una sanzione pecuniaria da 80 a 480 euro.
Secondo quanto dichiarato dall’assessore al Commercio Gabriele Ghione, il lancio del provvedimento è da considerarsi positivo: oltre 40 lavoratori hanno già aderito, riconoscendo nel tesserino una garanzia di professionalità per sé stessi, per i clienti e per gli esercenti.
McDonald’s Italia: l’unica grande catena ancora fuori
Non tutti, però, hanno aderito all’iniziativa. Il caso più rilevante riguarda McDonald’s Italia, che al momento non ha implementato il tesserino per i propri fattorini a Terni. Il portavoce dei rider locali, Alessio Badoglio, ha riferito di aver parlato direttamente con i tre punti vendita presenti in città: “Siccome sul regolamento c’è scritto che non hanno l’obbligo di dotarsi di questo tesserino, hanno scelto di non avvalersene continuando dunque a operare con le loro piattaforme di prenotazione.”
Badoglio ha sottolineato come l’adesione non riguardi soltanto una questione formale: “Ho fatto anche notare che è l’unica catena a non aver aderito: speriamo che tutto ciò porti a qualcosa.” Il portavoce ha poi aggiunto che il tesserino “non è solo un pezzo di plastica: è un simbolo di professionalità, è una tutela per noi e per chi riceve il servizio.”
McDonald’s Italia, dal canto suo, non ha chiuso definitivamente la porta: “Abbiamo ricevuto la segnalazione di questa iniziativa attraverso il nostro servizio clienti. Al momento stiamo approfondendo le modalità operative per valutare possibili sviluppi.” La catena, pertanto, continuerà per ora ad avvalersi dei rider accreditati tramite le piattaforme nazionali di delivery.
Controlli in aumento: blocchi davanti ai locali
L’episodio di lunedì sera ha riacceso il dibattito sulla necessità di rafforzare i controlli sul territorio. La polizia locale sta già procedendo con verifiche mirate e nelle prossime settimane sono previsti blocchi specifici davanti agli esercizi commerciali, per accertare il rispetto del regolamento e la regolarità dei fattorini operativi in città.
L’uso del fake GPS — tecnica con cui alcuni rider falsificano la propria posizione per sottrarre consegne agli altri fattorini o aggirare i sistemi di assegnazione automatica — rappresenta una delle criticità più insidiose, in quanto difficile da individuare senza strumenti tecnici dedicati.
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