In occasione del Primo Maggio 2026, a Perugia, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha ribadito il valore del lavoro come diritto fondamentale, sottolineando la necessità di renderlo più sicuro, stabile e inclusivo, in linea con i principi costituzionali e con il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’intervento si inserisce nel contesto della Festa dei Lavoratori, rilanciando l’impegno delle istituzioni verso una maggiore tutela dei lavoratori e una crescita equa del territorio.
Il punto di partenza è chiaro: “Il lavoro è un diritto costituzionale ed è alla base della dignità della persona e della coesione sociale”. Da qui nasce l’esigenza di contrastare precarietà e disuguaglianze, promuovendo condizioni concrete di partecipazione per tutti. L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema occupazionale capace di garantire qualità e stabilità, elementi considerati indispensabili per lo sviluppo sociale ed economico.
Ampio spazio viene dedicato al tema della sicurezza. Riprendendo le parole di Mattarella, Proietti sottolinea come “la sicurezza sul lavoro è un dovere che non ammette rinunce né distinguo, le vittime sul lavoro sono un tributo inaccettabile”. Il riferimento agli incidenti e alle morti sul lavoro evidenzia una criticità ancora presente, che richiede interventi immediati e strutturali. In questo senso, viene ribadita la necessità di rafforzare i controlli, investire nella prevenzione e diffondere una cultura della tutela più efficace.
Il lavoro viene inoltre descritto come strumento essenziale di libertà e realizzazione. Non solo fonte di reddito, ma anche elemento che consente autonomia personale, integrazione sociale e sviluppo delle comunità. Questo valore assume una dimensione ancora più significativa per alcune categorie, tra cui giovani, donne, persone fragili e cittadini con disabilità, per i quali l’accesso al lavoro rappresenta un passaggio fondamentale verso la piena cittadinanza.
Particolare attenzione viene rivolta alle nuove generazioni. La presidente evidenzia la necessità di ascoltare i giovani e di offrire loro opportunità concrete, capaci di rispondere alle aspettative e alle ambizioni. In questo contesto emerge con forza il tema della mobilità verso l’estero, con l’invito a contrastare la fuga dei giovani dall’Italia attraverso politiche mirate e investimenti strategici.
Guardando al territorio, Proietti indica una direzione precisa per l’Umbria: crescita fondata sul lavoro di qualità e sulla valorizzazione delle competenze. Investire nel capitale umano viene considerato un elemento centrale per costruire un futuro sostenibile, in cui nessuno resti escluso. Il percorso, viene sottolineato, richiede un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e lavoratori, chiamati a collaborare per raggiungere obiettivi comuni.
Il Primo Maggio viene così interpretato come un momento di sintesi tra memoria e prospettiva. Non solo celebrazione, ma occasione per riaffermare i valori fondanti della Repubblica. “Il Primo Maggio è memoria, responsabilità e futuro, è coesione, è riaffermare la Costituzione”, un passaggio che richiama l’identità democratica del Paese e il ruolo centrale del lavoro nella costruzione della società.
Infine, il messaggio si chiude con un richiamo al significato più profondo della ricorrenza: il lavoro come espressione di dignità umana, giustizia sociale e speranza. Un principio che guida l’azione istituzionale e che rappresenta una base imprescindibile per affrontare le sfide future, in un contesto economico e sociale in continua evoluzione.
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