Per un periodo è stato uno dei nuovi punti di aggregazione della città di Terni. Tra eventi, manifestazioni, spettacoli, serate, esibizioni di artisti, cantanti e attori. Il tutto, mentre si poteva mangiare e sorseggiare qualcosa. Una sorta di succursale della movida.
Oggi, di tutto questo, nemmeno più l’ombra. Storia di un declino che in pochi anni ha divorato il Caos, cioè il Centro arti opificio Siri, che sulla ex fabbrica ternana ha dato vita dai primi anni Duemila a un nuovo spazio che diventasse una casa della cultura a Terni. Lo era diventato, ma ora le cose sono cambiate. Il complesso è spesso deserto, non più frequentato come prima e la sera resta tutto vuoto. Il Caos ospita il museo De Felice, il museo dell’archeologia e il teatro Secci. Si svolgono mostre, iniziative e, nel caso del teatro, spettacoli e le stagioni. Ma oltre a quello, il Caos non è più uno spazio vissuto dai ternani come lo era fino a poco tempo fa. Gradualmente, sta perdendo il suo appeal. Per questo è arrivato il momento per un rilancio degli spazi anche come area di aggregazione sociale.
La crisi
Gestione inizialmente in mano a Indisciplinarte, poi passata con il bando del 2019 alla coopertativa Le Macchine Celibi, per poi finire nella gestione comunale degli spazi museali con il compito affidato alla cooperativa di organizzare eventi e festival. Il Caos, però, ora sembra essere trascinato da una tendenza negativa generale che ha portato anche alla fine del Baravai di fronte all’Anfiteatro romano e alla revoca alla cooperativa Le Macchine Celibi della gestione del bar della Passeggiata, ora in mano a un nuovo gestore e da poco riaperto. La cooperativa solleva il problema di costi alti.
Il locale chiuso
Il bar del Caos, il BSide, l’ex Fat, è chiuso da un anno esatto. Era maggio 2025, infatti, quando è cessata l’attività. Quella chiusura ha contribuito a rendere il complesso del Caos meno frequentato e a spegnere di fatto il movimento serale nello spazio culturale dell’ex Siri. Il locale, comunale ma girato a le Macchine Celibi ch ne avevano affidato la gestione a terzi, aveva cambiato gestori già altre volte.
Da quando Le Macchine Celibi gestiscono lo spazio del Caos, il locale è stato prima gestito come Fat Art Club che era un punto di ristoro e di ritrovo serale, oltre che un locale dove si organizzavano concerti ed eventi. Poi, il rapporto con i gestori si è interrotto, con conseguente ristrutturazione dello stabile e affidamentoi nuovi gestori, quelli che lo hanno trasformato in BSide e che lo hanno tenuto aperto fino a maggio 2025. Anche in questo caso, però, la gestione è stata revocata, ma non più affidata ad altri. Della mancanza di un punto di ristoro risentono principalmente coloro che vanno al teatro Secci ad assistere a eventi e spettacoli. Al di fuori di un distributore automatico di bevande e di caffè, non c’è un posto nelle immediate vicinanze del teatro dove andare a bere qualcosa. E così, mente il tempo passa, lo spazio del Caos sembra cadere nel dimenticatoio.
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