E’ chiuso da oltre dieci anni, ma ora potrebbero esserci i presupposti per procedere prima possibile a una sua riapertura. In Regione, infatti, si sta lavoramndo per risolvere anche il problema legato al Centro di fisioterapia di Ficulle, una struttura riabilitativa legata all’azienda sanitaria Usl Umbria 2 ma che a suo tempo, per la precisione nel 2013, si decise di far cessare. A riferire delle operazioni in corso per andare a una riapertura è Francesco Filipponi, consigliere regionale del Partito democratico e capogruppo dello stesso.
Doppio obiettivo
Filipponi parla dell’argomento definendolo come un “annoso problema“, ma sul quale ora si può lavorare per andare verso una risoluzione dello stesso, affinché possa essere riavviata l’attività del centro di Ficulle. Il tutto, per permettere ai cittadini di avere a loro disposizione un servizio essenziale sul territorio dell’Orvietano. “L’azienda Usl umbria 2 – spiega infatti il consigliere dem Francesco Filipponi – aveva sospeso nel 2013 le prestazioni del centro di Ficulle nonostante la convenzione vigente dal 2001 per la Casa della Divina Provvidenza. Fortunatamente la Fondazione che gestisce la struttura e la Usl Umbria 2 stanno lavorando per perfezionare un accordo transattivo al fine di raggiungere un doppio obiettivo: provare ad evitare un contenzioso che avrebbe risvolti negativi per i cittadini e, soprattutto, tentare di muoversi con una nuova convenzione della durata di sei anni“. In questo modo, nel caso in cui il tentativo dovesse andare a buon fine, Ficulle potrebbe riavere il servizio di fisioterapia che, in ogni caso, sarà possibile fare anche nella nuova Casa di Comunità sviluppata a Fabro. Filipponi conclude ringraziando il direttore generale dell’Usl Umbria 2 Roberto Noto, “per l’impegno profuso su questo fronte“.
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