Gianni Nullo (Comitato per la difesa e il rilancio dell’ospedale di Terni): “Prima di parlare di nuovo ospedale bisogna chiarire come si finanzia davvero l’opera”

“Servono scelte sostenibili, investimenti sul personale e una visione concreta per rilanciare davvero la sanità ternana”

Gianni Nullo

Nel suo intervento ha posto soprattutto una questione economica.
Sì, perché prima ancora di discutere dove fare il nuovo ospedale bisogna capire come si finanzia davvero l’opera. Oggi sentiamo parlare di cifre importanti, ma manca chiarezza sia sui costi reali sia sulle coperture economiche. Questo è il punto centrale. Il rischio è affrontare un tema così importante più sul piano degli annunci che su quello della reale sostenibilità finanziaria.

A cosa si riferisce?
La Presidente Proietti ha parlato di 73 milioni disponibili e di oltre 500 milioni attraverso finanziamenti. Però bisogna spiegare chiaramente come questi soldi dovrebbero essere restituiti. Parliamo di rate annuali molto pesanti, che potrebbero arrivare fino a 30-35 milioni l’anno. Una cifra enorme, soprattutto considerando la situazione attuale della sanità regionale. È evidente che serve maggiore trasparenza sia sui costi complessivi dell’opera sia sui tempi e sulle modalità di copertura economica.

Lei sostiene che il problema delle risorse non riguardi soltanto lUmbria.
 Esatto. La difficoltà è nazionale. Oggi non ci sono risorse sufficienti neanche attraverso i fondi previsti dall’Articolo 20 per l’edilizia sanitaria e l’ammodernamento tecnologico. Inoltre gli stanziamenti previsti per l’Umbria nei prossimi anni sono molto limitati. Questo significa che bisogna essere seri e realistici: non si possono immaginare operazioni enormi senza avere la certezza delle coperture economiche necessarie.

È contrario anche al project financing? Io credo che anche il project financing debba essere valutato con grande prudenza. Non esistono soldi “gratis”: anche in quel caso il finanziamento andrebbe restituito e oggi non è chiaro né con quali risorse né con quali modalità. Prima di assumere impegni così pesanti bisogna dire la verità ai cittadini e spiegare concretamente quali sarebbero le conseguenze economiche negli anni futuri.

Qual è allora la proposta del Comitato? Noi siamo favorevoli a una rifunzionalizzazione dell’ospedale esistente. Abbiamo elaborato un progetto che prevede una nuova palazzina da 250-300 posti letto insieme alla modernizzazione della struttura attuale e dei servizi collegati. Secondo noi questa soluzione consentirebbe di migliorare concretamente l’ospedale con costi più sostenibili e tempi probabilmente più rapidi rispetto alla costruzione di un nuovo complesso completamente da zero.

D: Avete presentato questa proposta alla Regione?
R: Sì, il progetto è stato consegnato sia alla Regione sia alla Commissione sanitaria regionale. Però abbiamo avuto la sensazione che non sia stato realmente preso in considerazione. E questo sinceramente dispiace, perché crediamo che ogni proposta seria dovrebbe essere valutata nel merito, senza pregiudizi e senza impostazioni già decise a priori.

D: Qual è il rischio principale oggi?
R: Il rischio è concentrarsi soltanto sugli edifici dimenticando il resto. Un ospedale non funziona solo con nuove mura, ma soprattutto con medici, infermieri, personale qualificato, servizi efficienti e specializzazioni capaci di attrarre pazienti. Oggi invece assistiamo a una crescita della mobilità passiva, con tanti cittadini che scelgono di curarsi fuori regione. Questo significa che bisogna investire anche sull’organizzazione sanitaria e sulla qualità complessiva dei servizi.

Il messaggio che vuole lanciare? Che serve una discussione seria, concreta e trasparente. Tutti vogliono migliorare la sanità ternana, ma bisogna farlo con progetti sostenibili, tempi realistici e scelte realmente utili ai cittadini. È importante evitare contrapposizioni ideologiche e concentrarsi invece su ciò che può garantire risultati concreti per il territorio e per la qualità dell’assistenza sanitaria

Redazione

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