Il Comune di Terni ha inaugurato questa mattina, in via dell’Aquila 6, il Centro di giustizia riparativa, istituito in attuazione del decreto legislativo n. 150/2022, noto come riforma Cartabia. La struttura, prima nel suo genere in Umbria, è competente per l’intero distretto della Corte d’Appello di Perugia, coincidente con il territorio regionale, e si colloca tra i 36 centri finanziati a livello nazionale dal ministero della Giustizia. Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni locali, del sistema giudiziario, degli enti territoriali, del volontariato e dell’università.
Un servizio regionale con sede nel capoluogo ternano
Il centro nasce dalla coprogettazione tra il Comune di Terni e l’Istituto di mediazione sistemica (Ismes) e si avvale della collaborazione con la Regione Umbria, il ministero di Grazia e Giustizia, gli istituti di pena, i tribunali del territorio e l’Università degli Studi di Perugia. Pur avendo sede fisica a Terni, la struttura garantisce copertura capillare su tutto il territorio umbro, fungendo da presidio di riferimento distrettuale.
L’équipe operativa è composta da 8 mediatori esperti iscritti all’albo professionale e da 3 mediatori culturali, questi ultimi disponibili in caso di necessità. I mediatori operano con indipendenza, riservatezza ed equa comparazione degli interessi coinvolti, nel pieno rispetto dei principi di imparzialità previsti dalla normativa vigente.
Cos’è la giustizia riparativa
La giustizia riparativa è definita dalla legge come ogni programma che consente alla vittima del reato, all’autore dell’offesa e ad altri soggetti appartenenti alla comunità di partecipare liberamente, in modo consensuale, attivo, volontario e gratuito alla risoluzione delle questioni derivanti dal reato, con l’aiuto di un mediatore penale esperto. Il modello non sostituisce la risposta sanzionatoria dello Stato, ma la affianca con un percorso orientato alla responsabilizzazione, alla riparazione del danno e al reinserimento sociale.
Le dichiarazioni delle istituzioni
La presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli ha sottolineato la rilevanza sociale del nuovo servizio: «Quando la giustizia, senza rinunciare a perseguire e punire i reati, assume una funzione salvifica e di cura, nasce la giustizia riparativa. È una funzione socialmente rilevante che ci libera dallo stigma e il pregiudizio nei confronti del reo e che restituisce a tutti noi una società più sicura e coesa. In questa partita Terni assume un ruolo di protagonista in sinergia e collaborazione con tutte le istituzioni del territorio e della giustizia».
L’assessore comunale al Welfare Alessandra Salinetti ha annunciato un’ulteriore sviluppo in corso di definizione: «Sono in corso interlocuzioni tra il Comune di Terni e l’Università degli studi di Perugia, per definire un accordo quadro per la promozione della giustizia riparativa e la formazione di mediatori esperti. L’Università degli Studi di Perugia, inoltre, sta valutando la possibilità di avviare un master universitario, con sede a Terni, per formare mediatori esperti nell’ambito della giustizia riparativa».
L’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli ha inquadrato il ruolo della Regione come elemento di raccordo istituzionale: «L’avvio del Centro di giustizia riparativa a Terni e la costituzione della cabina di regia regionale aprono una fase di lavoro condiviso che coinvolge in primo luogo l’autorità giudiziaria, insieme agli enti locali, all’università, al terzo settore e alle realtà professionali del territorio. L’obiettivo è costruire un quadro comune di lavoro sulla giustizia riparativa, nel quale ciascuna istituzione mantenga il proprio ruolo e contribuisca, in modo ordinato, allo sviluppo dei percorsi di reinserimento sociale».
Dal ministero della Giustizia, il dirigente dell’ufficio giustizia riparativa Claudio Ferrari ha ricordato il contesto nazionale: «Uno dei 36 Centri a livello nazionale finanziati dal Ministero della Giustizia, che ha dato impulso e attuazione alla riforma organica in tema di giustizia riparativa, all’esito di un intenso lavoro della conferenza nazionale presieduta dal vice ministro Francesco Paolo Sisto. Il Ministero crede nella giustizia riparativa e grazie alla fortissima sinergia interistituzionale che si è creata è stato possibile raggiungere un importante obiettivo come questo».
Il quadro normativo: la riforma Cartabia
Il decreto legislativo n. 150/2022 ha introdotto nell’ordinamento italiano una disciplina organica della mediazione penale e della giustizia riparativa, prevedendo la creazione di centri specializzati distribuiti su tutto il territorio nazionale. L’Umbria si posiziona tra le prime regioni italiane ad aver attivato concretamente il servizio, con un modello che integra competenze professionali, universitarie e istituzionali in un’unica struttura coordinata.
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