Nel 2025 la provincia di Terni ha fatto registrare una raccolta complessiva nel gioco d’azzardo pari a 513.193.017,26 euro. Il dato emerge dalla quarta edizione del Libro Nero sull’Azzardo, il rapporto annuale elaborato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione ISSCON, in collaborazione con Federconsumatori Modena, pubblicato il 27 maggio 2026. Lo studio analizza la distribuzione della spesa nel settore del gioco su tutto il territorio nazionale, provincia per provincia, offrendo una fotografia aggiornata dei flussi economici legati all’azzardo in Italia.
La voce di spesa più rilevante per la provincia umbra è rappresentata dai giochi di abilità a distanza, che hanno generato una raccolta di 232.078.620,66 euro, confermandosi come il segmento di gran lunga predominante. Al secondo posto si collocano gli apparecchi — le cosiddette slot machine e videolottery — con 105.496.551,83 euro raccolti nel corso dell’anno. Le due categorie insieme coprono oltre i due terzi dell’intera raccolta provinciale, a testimonianza di una netta preferenza per le forme di gioco digitali e automatizzate rispetto ai canali tradizionali.
Il quadro ternano si inserisce all’interno di una tendenza nazionale che ha raggiunto nel 2025 livelli storici senza precedenti. Secondo quanto riportato da Agimeg, il volume complessivo del gioco in Italia ha toccato il record di 165,34 miliardi di euro, segnando una crescita del 5% rispetto al 2024. Un incremento costante che conferma come il settore dell’azzardo continui a espandere la propria presenza nell’economia italiana, nonostante le misure di contrasto alla ludopatia adottate negli ultimi anni a livello normativo.
A livello regionale, il confronto con la provincia di Perugia evidenzia una forbice significativa. Il capoluogo umbro ha registrato una raccolta complessiva superiore a 1,4 miliardi di euro, collocandosi al 31esimo posto nella graduatoria nazionale stilata dal Libro Nero sull’Azzardo. Anche nel caso perugino, i giochi di abilità a distanza rappresentano la componente principale, con 647.832.741,77 euro, seguiti dagli apparecchi con 330.717.755,27 euro. Le lotterie hanno contribuito con 195.219.490,30 euro, mentre i giochi a base sportiva hanno superato i 155 milioni di euro.
La differenza tra le due province riflette anzitutto la diversa dimensione demografica ed economica dei rispettivi territori. Perugia, con una popolazione e un tessuto commerciale più ampi, genera naturalmente volumi di raccolta più elevati. Tuttavia, il dato di Terni — oltre mezzo miliardo di euro in un solo anno — assume una rilevanza propria nel contesto di un territorio di dimensioni più contenute, e contribuisce in modo non trascurabile al totale regionale umbro.
Sul piano nazionale, la provincia con la raccolta più alta in assoluto rimane Roma, che nel 2025 ha superato i 12,8 miliardi di euro, confermando il primato della capitale italiana anche in questo settore. Il Libro Nero sull’Azzardo, giunto alla sua quarta edizione, si configura come uno strumento di monitoraggio e trasparenza promosso dalle organizzazioni sindacali e consumeristiche per rendere pubblici e accessibili i dati sulla diffusione del gioco nel Paese.
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