Cinque partiti del centrodestra ternano organizzano per giovedì 11 giugno alle ore 21 la “Fiaccolata dell’orgoglio ternano”: un corteo che attraverserà il cuore della città, da Piazza della Repubblica fino a Piazza Tacito, per opporsi al progetto di accorpamento delle Asl umbre in un’unica azienda sanitaria regionale. Le segreterie di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Umbria Civica puntano a difendere l’assetto istituzionale vigente, ritenendo che la riorganizzazione penalizzi i bisogni assistenziali dell’Umbria meridionale.
Il fronte politico della protesta
La mobilitazione trova espressione anche in consiglio comunale. Il consigliere di Fratelli d’Italia Marco Celestino Cecconi ha depositato una mozione con cui impegna le forze politiche locali ad aderire all’iniziativa e ad «assumere ogni altra iniziativa politica a sostegno del mantenimento dell’invarianza dell’attuale assetto delle Asl, che la normativa vigente riconosce all’ente locale». Una formulazione che rivendica la legittimità istituzionale della resistenza al progetto regionale.
Umbria Civica, tra i promotori, descrive uno scenario in cui «la mappa della sanità umbra si ridisegna tra le tensioni politiche e la mobilitazione di piazza», sottolineando il rischio di uno svuotamento progressivo dei servizi a danno del territorio ternano.
Il Pd non ci sarà: “Folklore senza contenuto”
Netta la posizione del Partito Democratico ternano. Il capogruppo Pierluigi Spinelli ha dichiarato in aula che gli esponenti dem non parteciperanno alla fiaccolata, definendola «una iniziativa totalmente strumentale da parte di chi vuole solo fare polemica e non affrontare i veri problemi di Terni». Spinelli ha inoltre precisato che al momento non esiste alcun piano sanitario regionale che preveda una Usl unica, né tantomeno con sede legale a Foligno. Il capogruppo ha chiarito che, qualora tale ipotesi si concretizzasse, il Pd esprimerebbe la propria contrarietà nelle sedi appropriate, lasciando «ad altri manifestazioni folkloristiche e prive di ogni contenuto amministrativo e politico».
Bernardini punge la giunta: “Ora decidere”
Le tensioni non riguardano solo il campo dell’opposizione. Anche all’interno della maggioranza regionale emergono segnali di frizione. Il segretario regionale del Pd Damiano Bernardini ha rilasciato al Corriere dell’Umbria un richiamo diretto alla giunta: «La ricreazione è finita, è ora di assumere le decisioni e di dare risposta ai cittadini su tutti i dossier aperti». Parole che fotografano l’impazienza crescente del partito di fronte a quella che viene percepita come un’eccessiva lentezza nel definire i nodi cruciali del sistema sanitario umbro.
Un dossier che divide trasversalmente
La riforma sanitaria regionale si conferma uno dei terreni più scivolosi della politica umbra. Il centrodestra compatto scende in piazza e costruisce un fronte di opposizione popolare, mentre la maggioranza appare divisa tra chi spinge per accelerare le scelte e chi, come il Pd ternano, invita alla cautela in attesa di un piano formalmente definito. Sullo sfondo, una città storicamente sensibile a qualsiasi ipotesi di ridimensionamento dei propri servizi pubblici.
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Beh si in effetti difendere qualcosa per Terni non va bene. Certo…😀
Ogni città ha la sua organizzazione sanitaria. Una ricetta per l’inefficienza e i costi inutili. Una cosa che poteva succedere solo in Italia. 🤣🤣🤣
è uno spettacolo sentire questi personaggi parlare di folklore, loro che sono i portabandiera del folklore, ma lo sappiamo c’è folklore e folklore, e poi in questo caso non possono manifestare per non andare contro chi li muove come i pupi siciliani, fate proprio vomitare
E dai tempi del governo di centrodestra che chiamando il 118 rispondeva Perugia….
Nn li ho visti scendere in piazza ‼️‼️
Vergogna pe ternani
Dovrebbero scendere in piazza tutti e abbandonare i colori politici