ll consigliere comunale Valdimiro Orsini, del gruppo Masselli Sindaco, interviene con una nota pubblica sul tema dell’immigrazione a Terni, sollevando il problema della sostenibilità dell’accoglienza sul territorio. Orsini non mette in discussione il valore dell’accoglienza in sé, ma sostiene che i numeri attuali abbiano superato la capacità di assorbimento della città, mettendo a rischio i servizi e la coesione sociale. Il punto è la modifica di bilancio, per i soldi che sono arrivati dal Ministero destinati all’accoglienza dei migranti
La premessa: “L’accoglienza è un valore, ma serve il principio di realtà”
Il consigliere apre la sua nota sgombrando il campo da possibili equivoci. “Il principio dell’accoglienza è un valore umano e civile che non metto in discussione”, scrive Orsini, ricordando che “Terni ha una radicata storia di solidarietà” e che “il dovere di aiutare chi è in vera difficoltà fa parte del nostro Dna”. Tuttavia, aggiunge, “l’accoglienza per essere reale, dignitosa e non trasformarsi in uno slogan vuoto non può prescindere da un principio di realtà”.
Quel principio di realtà, secondo Orsini, si chiama sostenibilità. Sommando i posti previsti dai progetti SAI alla rete dei Centri di Accoglienza Straordinaria gestiti attraverso la Prefettura, il consigliere arriva a una conclusione che definisce scomoda ma necessaria: “A Terni, oggi, ci sono troppi immigrati rispetto alla reale capacità della città di assorbirli. La nostra città ha superato il punto di saturazione.”
Sostenibilità sociale: “Un’accoglienza che non integra non è solidarietà, è abbandono”
Il primo pilastro messo a rischio, secondo Orsini, è quello della sostenibilità sociale. Il consigliere sottolinea che l’accoglienza non si esaurisce con un letto e un pasto, ma richiede percorsi reali di integrazione: inserimento scolastico per i minori, apprendimento della lingua, mediazione culturale. Quando i numeri diventano sproporzionati rispetto alle dimensioni della città, sostiene, “i servizi sociali comunali vanno in affanno” e il rischio è quello di generare “parcheggi sociali e sacche di emarginazione”. “Un’accoglienza che non integra non è solidarietà: è abbandono”, è la formula con cui Orsini sintetizza la sua posizione.
Sostenibilità economica: “I nostri concittadini si sentono lasciati indietro”
Il secondo fronte è quello della sostenibilità economica. Orsini richiama le difficoltà quotidiane delle famiglie ternane, alle prese con l’aumento del costo della vita, la carenza di alloggi accessibili e una crisi occupazionale persistente. Pur riconoscendo che i fondi per l’accoglienza provengono in larga parte dal Ministero, il consigliere sostiene che “l’impatto sul welfare locale, sulle infrastrutture e sui servizi sanitari è innegabile”. Il rischio, conclude, è alimentare “la frustrazione dei nostri concittadini che si sentono lasciati indietro”.
Bandecchi: “Li vado a prendere io a casa ma…”
Rispondendo alle obiezioni di Orsini in Consiglio Comunale, il sindaco Stefano Bandecchi ha replicato: “Ci sono tantissime persone che vengono da varie parti del mondo e sono regolari, sono cittadini italiani perchè vivono e lavorano qui: sono il 12,7 percento dei ternani. Il Comune non può farci nulla, perchè sono regolari. Poi ci sono gli irregolari, come in tutta Italia “Se mi dite dove sono gli immigrati irregolari li vado a prendere con l’auto e li riporto a casa, ma non è compito mio, deve interessarsene la questura”.
E risponde sui soldi: “Quei soldi non possono essere utilizzati per altro, sono destinati all’accoglienza, sono indiscutibili. I migranti regolari per me stanno in Italia, gli irregolari per me tornano a casa. Quelli che sono in attesa di sapere se sono ospitabili perché hanno assistenza politica, una volta fatta l’analisi si vede. Se sono giusti restano, altrimenti se ne vanno. I soldi dello Stato non sono discutibili e chi vota contro, ancora una volta, o si astiene, fa semplicemente un giochetto politico da quartierino di periferia. Perché queste sono discussioni che non dovrebbero nemmeno passare qua dentro. I soldi ce li danno e noi li spendiamo.”
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