Siamo giovani, ecco come ti cambiamo Cesi

Svelati i progetti degli studenti universitari per valorizzare e riqualificare il borgo

Riqualificare il borgo di Cesi, riscoprirne e salvaguardarne l’identità territoriale, renderlo accogliente e sicuro, curarne l’arredo urbano, valorizzarne i monumenti e gli edifici storici, incrementare l’appeal turistico, integrarlo nel territorio regionale. Un insieme di idee per far rinascere Cesi grazie a giovani studenti universitari, i quali hanno aderito al progetto ‘Paz – Esperienza Cesi‘ partecipando nel luglio 2025 al campus progettuale e hanno messo a punto i loro elaborati. Il progetto generale del campus è stato ideato e messo in campo proprio per potenziare l’attrattività turistica, ma soprattutto residenziale del borgo di Cesi, valorizzando la sua specificità di borgo-territorio, inserita nell’ambito del più ampio progetto ‘Cesi porta dell’Umbria‘, finanziato dal Ministero della Cultura con fondi del Pnrr. Alcuni di questi progetti sono stati presentati e illustrati direttamente dagli studenti che li hanno redatti, nell’evento ‘Ad Refugium‘ nella chiesa cesana di Sant’Agnese.

I porgetti

Gli studenti che hanno partecipato sono iscritti alle università di Perugia e della Sapienza di Roma. Nel corso del’evento alla chiesa di Sant’Agnese sono stati loro stessi a spiegare le loro idee per far rinascere Cesi, dopo aver toccato con mano la realtà del borgo e averlo osservato nel corso del campus progettuale.

  • Il progetto di Andrea Della Vecchia, studente della Sapienza Università di Roma, nasce dalla volontà di interpretare e valorizzare lo spirito del luogo attraverso gli strumenti del branding e della comunicazione visiva, puntando a rafforzare la narrazione per la promozione del territorio.
  • Poi, il progetto di un gruppo di lavoro formato da cinque studentesse sempre della Sapienza, vale a dire Federica Binario, Valentina Capecci, Fabiana Chieco, Najoua El Kasmi e Laura Minelli, che punta a un design strategico elaborato per dare identità territoriale e visiva definita a Cesi, delineandone la nuova identità visiva, la strategia di comunicazione e il sistema di orientamento ed elementi urbani, con spazio anche alla valorizzazione di elementi identitari del borgo di Cesi come il campanile di Palazzo Contelori, le torri, le grotte Eolie e il rosone della Chiesa di Sant’Erasmo.
  • Quindi Davide Vallati, sempre della Sapienza di Roma, ha voluto definire con il suo progetto un sistema visivo identitario non limitato alla realtà di Cesi ma allargando lo sguardo all’intera Umbria, creando quindi un modello replicabile nei borghi della regione che soffrono delle stesse problematiche di spopolamento e abbandono.
  • Il progetto di Giacomo De Bellis, dell’Università degli Studi di Perugia, punta invece nello specifico a valorizzare il sottosuolo di Cesi, in particolare le grotte Eoliche, attraverso un’installazione che intende dare forma acustica a questo soffio di vento invisibile.

Il percorso

Presenti anche i docenti che hanno seguito gli studenti nel loro percorso sia di campus che di progetto. Proprio loro hanno spiegato le finalità di questa iniziativa. “Abbiamo aderito all’esperienza di Paz come corso di laurea – ha detto Carlo Martino, docente della Sapienza di Roma – coinvolgendo studenti del primo e del secondo anno che hanno poi sviluppato progetti in forma individuale o in gruppo e, in alcuni casi, delle tesi di laurea magistrale. E’ stato fondamentale per acquisire conoscenza del territorio e per un’esperienza di vita reale a contatto con la popolazione e i luoghi“. Poi Valeria Menchetelli, professoressa associata di disegno all’Università di Perugia, ha aggiunto: “E’ stato un momento formativo prezioso per il percorso di studio, in quanto ha consentito ai partecipanti di sperimentare sul campo cosa significa fare esperienza diretta di contatto con le persone e il patrimonio storico-culturale e ambientale di Cesi“. Designer e curatore del progetto è stato Francesco Maria Giuli. Queste le sue parole: “L’utilità del design trova il suo completamento quando si traduce in una interlocuzione tangibile con una amministrazione locale sensibile”, augurandosi quindi “che il comune di Terni si faccia carico dei progetti di ricerca emersi dal percorso Paz e si preoccupi di tradurli in azioni concrete sul territorio“.

 

Redazione

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