Scuole Don Milani e De Filis a rischio accorpamento: scatta la petizione, si mobilitano i sindacati

Terni, riaffiora il rischio accorpamento tra Don Milani e De Filis dopo la sentenza Tar: petizione e tavolo pubblico il 18 giugno.

Dopo la sentenza del Tar Umbria che ha riaperto la partita del dimensionamento scolastico regionale, torna d’attualità l’ipotesi di fusione tra la direzione didattica Don Milani e l’istituto comprensivo Anastasio De Filis di Terni. La pronuncia, la sentenza numero 246 del 2026, ha infatti annullato gli accorpamenti previsti a Città di Castello dal decreto del commissario ad acta dell’ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia, riportando l’assetto delle autonomie scolastiche umbre al punto di partenza. Per rispettare la soglia di accorpamenti imposta dal ministero, la Regione Umbria dovrà individuare un nuovo taglio, e l’area di Terni risulta ora la più esposta al rischio.

Il personale docente e amministrativo della Don Milani si è riunito nei giorni scorsi in assemblea, espirimendo netta contrarietà all’ipotesi di fusione. I lavoratori, con il sostegno dei sindacati di categoria, si preparano allo stato di agitazione e nei prossimi giorni chiederanno incontri sia all’ufficio scolastico regionale sia all’amministrazione comunale di Terni.

Sul web è intanto stata lanciata una petizione contro l’accorpamento, che denuncia i tempi del provvedimento: a giugno, quando l’organico di diritto è già consolidato e i movimenti di mobilità del personale sono in larga parte conclusi. Secondo i promotori, procedere in questa fase “lede profondamente il benessere organizzativo e il diritto dei lavoratori della scuola a scegliere la propria sede, costringendoli all’inserimento in una nuova realtà istituzionale priva di una condivisa identità didattica”.

La petizione sottolinea inoltre il rischio per il piano triennale dell’offerta formativa della Don Milani, descritto come “frutto di anni di qualificata ricerca-azione e sperimentazione sul campo”, che potrebbe essere azzerato. Dal punto di vista organizzativo, l’accorpamento darebbe vita, secondo i firmatari, a “un mega-istituto artificiale composto da ben 12 plessi distribuiti su un territorio vastissimo e disomogeneo, che si estende dalla stazione ferroviaria di Terni fino alle aree di Marmore, Papigno e Valenza”, con conseguenze negative sulla gestione amministrativa e sul rapporto tra scuola e famiglie.

Anche le famiglie, secondo il documento, subirebbero un danno: i genitori si troverebbero “improvvisamente assegnati a un istituto basato su logiche organizzative e principi pedagogici non scelti, privati del diritto di autodeterminazione nel percorso educativo dei propri figli”, senza alcuna certezza sul futuro Ptof né sulle scelte metodologiche del nuovo istituto.

La richiesta principale della petizione è l’immediato arresto delle procedure di accorpamento, con il mantenimento dell’autonomia giuridica e organizzativa di entrambe le scuole. In subordine, viene chiesta la sospensione cautelativa di ogni provvedimento di dimensionamento per il biennio 2026/2028, per congelare l’attuale assetto e aprire un tavolo di confronto tra istituzioni, enti locali, dirigenze scolastiche, sindacati e rappresentanze dei genitori.

La mobilitazione si allarga ulteriormente: il Comitato contro il dimensionamento della Don Milani ha promosso un tavolo di confronto pubblico, in programma mercoledì 18 giugno alle 17.30 nella sala superiore della Bct di piazza della Repubblica a Terni, per coinvolgere istituzioni, forze politiche e organizzazioni sindacali. L’obiettivo, spiegano i promotori, è aprire un percorso di dialogo e proposta sul dimensionamento scolastico cittadino.

Nella lettera d’invito rivolta a partiti e sindacati, il comitato ricorda che la scuola “non sia semplicemente un capitolo di spesa o un aggregato di numeri, ma il cuore pulsante del territorio e della comunità”, evidenziando il rischio di alterare un equilibrio educativo, sociale e culturale costruito negli anni.

Tra i temi in discussione: l’impatto dell’eventuale accorpamento sul piano didattico, organizzativo e occupazionale, l’elaborazione di proposte alternative da presentare ai tavoli istituzionali e la costruzione di una rete condivisa per la tutela del diritto allo studio e della qualità della scuola pubblica ternana. Il comitato auspica una collaborazione tra tutte le parti coinvolte, ricordando che “non servono divisioni ideologiche, ma una convergenza di idee, competenze e tutele”.

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La consigliera comunale di Perugia Margherita Scoccia denuncia un messaggio ritenuto offensivo pubblicato su Facebook:...
La proposta alternativa punta su un nuovo blocco da 300 posti letto nell’area attuale e...
Mancano le prove genetiche sull'animale che il 9 luglio ha aggredito una bimba di 4...

Altre notizie