Clinica, Stadium diffida la Regione. E Bandecchi carica… la sveglia

Il braccio di ferro tra la società di scopo e Palazzo Donini si inasprisce dopo il mancato rilascio del parere di compatibilità per la struttura sanitaria. Bandecchi: "Vergognoso"

Stadium S.p.A. ha notificato una diffida formale alla Regione Umbria sul progetto stadio-clinica di Terni, contestando la decisione di Palazzo Donini di non rilasciare il parere di compatibilità per i 122 posti letto previsti nella nuova struttura sanitaria. Lo scontro istituzionale si è acuito nelle ultime settimane, dopo che la Direzione regionale Salute e Welfare ha comunicato l’impossibilità di esprimersi sulla questione, adducendo come motivazione la pendenza della sentenza del TAR Umbria del marzo 2026, considerata ancora non definitiva.

La posizione regionale, secondo cui la vicenda sarebbe ancora “sub iudice”, è al centro delle contestazioni avanzate da Stadium. La società sostiene di aver agito in piena conformità con le indicazioni ricevute dagli uffici regionali, presentando una nuova istanza in data 28 aprile — avviando quindi un procedimento distinto da quello oggetto della sentenza del tribunale amministrativo — e allegando tutta la documentazione richiesta dalla normativa vigente. Per questo motivo, la società considera la posizione regionale in contraddizione con quanto precedentemente comunicato.

Nella diffida viene contestata quella che Stadium definisce una violazione dei principi di affidamento, correttezza e coerenza dell’azione amministrativa. Il nodo giuridico è chiaro: non sarebbe possibile bloccare un iter procedurale che gli stessi uffici regionali avevano indicato come percorso corretto da seguire, attraverso una lettera del 14 marzo scorso.Un ulteriore punto di frizione riguarda la posizione societaria di Stadium, il cui amministratore unico è il direttore generale della Ternana Giuseppe Mangiarano. La società ribadisce la propria autonomia giuridica rispetto alla Ternana Calcio in liquidazione giudiziale, contestando alcune valutazioni contenute nelle comunicazioni regionali. Stadium si qualifica come un asset autonomo e distinto, non coinvolto nelle vicende che hanno interessato il club calcistico.

Bandecchi rilancia con la sveglia

Sulla vicenda interviene anche con una nota il sindaco Stefano  Bandecchi, che aveva sollecitato la Regione a rispondere positivamente.

Il primo cittadino ha definito «una bestialità amministrativa e legale» l’argomento della pendenza giudiziaria, ribadendo che la nuova istanza comunale avvia un procedimento del tutto separato che deve essere esaminato autonomamente. Bandecchi ha inoltre sottolineato il divario nell’offerta sanitaria privata convenzionata tra i due capoluoghi umbri: «A Perugia ci sono cinque cliniche private convenzionate, a Terni non può essere autorizzata neanche una. Avviso comunque la presidente Stefania Proietti che la sveglia è caricata, e presto suonerà mettendo fine a questa immensa vergogna»

Il sindaco ha anche richiamato la questione del nuovo ospedale di Terni, accusando la giunta Proietti di non aver ancora fornito indicazioni concrete né sulla localizzazione né sul piano economico-finanziario, a fronte di un fabbisogno stimato dalla stessa Regione in circa 700 milioni di euro.

La vicenda potrebbe ora spostarsi sul piano giudiziario. La diffida richiede un riesame della pratica e, in caso di mancato accoglimento, Stadium si riserva di adire le vie legali, chiedendo anche il risarcimento degli eventuali danni subiti a causa del blocco dell’iter amministrativo.

Redazione

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