Sanità umbra, scontro sulle Case di comunità: “Mancano 111 professionisti”

Eleonora Pace (FdI) attacca la giunta Proietti: “Inaugurazioni non bastano, il sistema sanitario è in sofferenza per la carenza di personale”

Torna al centro del dibattito politico la sanità umbra, con un duro intervento della capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace, che critica l’operato della presidente Stefania Proietti e della giunta regionale sul fronte delle Case di comunità e del personale sanitario.

Secondo Pace, infatti, la presidente “continua a inaugurare strutture e a rivendicare risultati che, nella maggior parte dei casi, derivano da progetti programmati e finanziati nella precedente legislatura”, mentre il vero nodo del sistema sanitario regionale resterebbe la carenza di medici e infermieri.

L’esponente di opposizione sottolinea come le Case di comunità vengano presentate come simbolo dell’azione amministrativa in corso, ma rappresentino in realtà interventi già avviati. “L’efficienza del sistema non è data dal numero delle inaugurazioni ma dalla capacità di erogare servizi”, afferma Pace, evidenziando la distanza tra comunicazione politica e condizioni operative del servizio sanitario.

Al centro delle criticità, secondo quanto riportato dalla consigliera regionale, vi sarebbero i dati elaborati su base Agenas, che indicano la necessità di 111 professionisti sanitari mancanti per rendere pienamente operative le 22 Case di comunità previste in Umbria. Una condizione che, secondo l’opposizione, rischia di trasformare le nuove strutture in edifici privi di personale sufficiente a garantire l’assistenza ai cittadini.

Pace rilancia inoltre una stima complessiva che parlerebbe di circa 1.700 unità mancanti tra medici e infermieri, un dato che viene collegato alla crescente difficoltà di reclutamento e alla cosiddetta fuga dei professionisti verso il settore privato o altre regioni. Una dinamica che, secondo la capogruppo FdI, starebbe riducendo l’attrattività del sistema sanitario umbro.

Tra le conseguenze segnalate viene indicata anche la mobilità sanitaria passiva, con un numero crescente di cittadini umbri che scelgono di curarsi fuori regione. Un fenomeno che, secondo l’opposizione, avrebbe un impatto sia economico sia sulla qualità percepita del sistema sanitario regionale.

Nel suo intervento, Eleonora Pace torna anche sul piano assunzionale annunciato dalla giunta regionale, ricordando come per mesi si sia parlato di un programma da 711 assunzioni. “A maggio 2026 le assunzioni effettive risultavano 398”, afferma, sostenendo che oltre 300 posti resterebbero ancora da coprire.

Da qui la richiesta di chiarimenti alla Regione attraverso un’interrogazione formale, con cui si chiedono informazioni sulle misure per colmare il deficit di organico, sulle modalità di funzionamento delle Case di comunità e sullo stato del piano assunzionale 2026. “La sanità non può essere ridotta a un’operazione di comunicazione: servono medici, infermieri e servizi efficienti”, conclude Pace.

Il confronto politico si inserisce in un contesto più ampio di riorganizzazione del sistema sanitario regionale, dove il tema del personale continua a rappresentare uno dei principali punti critici segnalati sia dalla politica sia dagli operatori del settore.

Redazione

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