“A me piace il freddo, l’inverno. Questo caldo estivo mi dà fastidio”. Diana Salvatori forse la sua terra ce l’ha nella pelle. Anche se vive a Terni da sempre, da quando cioè una famiglia ternana l’ha adottata quando di anni ne aveva 2 dall’orfanotrofio dove fu portata dopo che la madre naturale l’aveva abbandonata su un passeggino nel gelo di Kharkiv, una delle città ucraine oggi tristemente nota perchè fra le più martoriate della guerra. Passò due giorni a meno 40 gradi, tra la vita e la morte.
Oggi che di anni ne ha 24, Diana sta piano piano rimettendo insieme i fili della sua vita. Il quotidiano Avvenire fu tra i primi ad interessarsi della sua storia, della lotta e delle battaglie per ritrovare i suoi due fratelli, Nikolaj e Vyatcheslav, condotta grazie alle segnalazioni sui social, fino ad incontrarli in un programma tv ucraino. Ma la sua famiglia non è ancora completa, oggi cerca la sorellina Sofia: “So per certo, da ricerche, che è stata adottata in Italia: si chiama Sofia, oggi dovrebbe avere attorno ai 14 anni e non sa di essere stata adottata. Vorrei incontrarla, abbracciarla, aiutarla a scoprire la verità. Perchè non bisogna vergognarsi mai di essere stati adottati, è un dono come lo è stato per me”. In quel programma, simile al nostro “Chi l’ha visto”, avrebbe dovuto presentarsi anche la madre biologica, ex tossicodipendente. Non ha voluto. E pochi mesi dopo è stata uccisa dal marito. “Penso che anche se l’avessi conosciuta – dice Diana – non l’avrei mai sentita come mia madre. I miei genitori sono Emiliana e Leonardo, che mi hanno cresciuta. E per me è sempre così per tutti”
Nel frattempo, come racconta nella videointervista che trovate qui sopra, ha realizzato un altro dei suoi sogni: “Ho creato un canale Telegram grauito, per riunire noi ragazzi o anche adulti addottati, per condividere emozioni. È un luogo di confronto e mutuo aiuto “tra pari”, anche se vorrei inserire anche un professionista di supporto, perchè può servire ad alcuni per superare blocchi o paure. Inoltre è aperto anche ai genitori che vogliono comprendere questo universo senza filtri o giudizi”, il gruppo si chiama “La voce degli adottati”.
La sua storia invece la racconta in un libro, “La bambina nel gelo”: Diana – che alla nascita si chiamava Kukhtina Dianka Aleksandrovna – racconta sè stessa senza filtri: dai primi mesi trascorsi tra ospedale e orfanotrofio, fino all’adozione in Italia, la ricerca della famiglia biologica e il ricongiungimento con i fratelli perduti, le sofferenze di una bambina e poi adolescente bullizzata perchè non conosce la lingua e fatica ad adattarsi. Fino al racconto del primo amore, purtroppo tossico:: “Per anni ho attraversato i traumi del passato, le risposte che mancavano e le crisi d’identità che accompagnano il percorso dell’adozione. Ma ho capito che il dolore, se condiviso e trasformato in aiuto, può diventare una luce preziosa per gli altri”, sottolinea.
Una storia, quella di Diana, arrivata già sulla tv italiana e a breve potrebbe diventare un docuflim: “Ho già pronti materiali ufficiali e il Pitch del film”, dice.
In alto, la videointervista con Diana Salvatori
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