Si accende il dibattito sul femminicidio dopo le parole dell’europarlamentare leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, secondo il quale è un reato che non esiste perchè è un omicidio come gli altri. In una conferenza stampa una delle referenti dei comitati ternani, Daniela Cirillo Rubini interviene sul tema.
“Nel 2024, gli uomini uccisi sono stati 211 e le donne 116. Nel 2025, 189 gli uomini, 97 le donne. Ogni numero è una persona: a padri, madri, figli, figlie, amici e colleghi. Ciascuna di queste morti rappresenta una tragedia umana assoluta. Presentare solo una parte di questi dati, ad esempio focalizzandosi unicamente sulle donne non fa assolutamente altro che dare una visione distorta) della sicurezza nel Paese. Quando i politici o i media oscurano i dati relativi agli uomini uccisi, creano una narrazione parziale tossica. I cittadini hanno il diritto di sapere che la violenza nella società colpisce tutti, seppur spesso in contesti e con dinamiche differenti, e che lo Stato ha il dovere di tutelare ogni singolo cittadino indipendentemente dal sesso. La lotta alla violenza non può essere efficace se è selettiva. Solo guardando in faccia la totalità di questi numeri si può pretendere dalle istituzioni un impegno reale, onesto e trasparente per la sicurezza di tutti. La violenza non ha genere. Chi seleziona le vittime in base al sesso commette violenza. O si combatte contro tutte le violenze, o abbiamo perso. Sono stanca di sentire parlare del generale Vannacci come del mostro di Loch Ness. Il femminicidio è come la festa dell’8 marzo: si tratta solo di un altro modo per ghettizzare le donne.La violenza nella società colpisce tutti: il reato c’è già ed è l’omicidio. I responsabili vanno messi in galera e buttata via la chiave”.
Gli altri temi
Poi interviene sui temi caldi: “Non dubbi: remigrazione e tolleranza zero. Sono convinta che se togliessimo tutto quello che diamo loro e li facessimo tornare al loro paese avremmo qualche lira in più per le nostre pensioni. Tra un paio di settimane faremo dei gazebo in città di sensibilizzazione su temi come la sicurezza. Vannacci sarà a Terni in autunno”. Fra gli altri argomenti centrali sul territorio Cirillo Rubini evidenzia la necessità di dare priorità alle questioni industriali e sociali del territorio ternano, con particolare riferimento alla situazione delle acciaierie di Terni, ai temi del lavoro e della sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre alle problematiche sanitarie.
Nel dibattito emerge anche una forte attenzione alla dimensione identitaria e culturale del movimento, con riferimenti al concetto di patria e appartenenza territoriale, elementi che rappresentano uno dei cardini della proposta politica di Futuro Nazionale.
Tre comitati per un partito
Cirillo Rubini sottolinea la crescita delle adesioni a Futuro Nazionale, che a Terni conterebbe circa un centinaio di tesserati con diritto a rappresentanza nell’assemblea costituente. Secondo quanto emerge, le adesioni arriverebbero da diverse aree del centrodestra, inclusi ambienti riconducibili a Fratelli d’Italia e Forza Italia, segno di un possibile ridisegno degli equilibri politici locali.
Accanto al comitato guidato da Cirillo Rubini, risultano attivi anche altri due gruppi territoriali: uno coordinato dal dottor Mario Gallini, con circa 35 tesserati e un delegato all’assemblea, e un altro riconducibile all’ex candidato sindaco del centrodestra e consigliere comunale Orlando Masselli.
“In vista delle ammistrative – dice Cirillo -vorrei riunire tutti i comitati, Vannacci ci ha chiesto di farne tanti, per fare un ragionamento comune. Certo, se qualcuno ha intenzione di ripresentarsi, forse è opportuno che cominci a ragionare sull’opportunità di fare un passo indietro”. Messaggio chiaro e forte per uno dei tre referenti.
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Non dovrebbe esistere la violenza sulle donne.