Schiuma nera nelle acque di Piediluco: caccia all’agente inquinante

Allerta ambientale nel bacino di Piediluco: intervento congiunto di Arpa, Polizia Provinciale e Carabinieri Forestali per risalire all’origine della schiuma nel Medio Nera

Un fenomeno di schiuma anomala nel Medio Nera, affluente del lago di Piediluco, ha attivato nelle ultime ore un intervento straordinario di controllo ambientale in Umbria. L’episodio, segnalato nei pressi della foce del corso d’acqua che alimenta il bacino lacustre, ha coinvolto Arpa Umbria, Polizia Provinciale e Carabinieri Forestali, impegnati in verifiche coordinate per individuare la provenienza del materiale osservato in superficie. Le prime segnalazioni arrivano da alcuni giorni dall’area del lago di Piediluco, nel territorio ternano, dove il fenomeno si presenta in modo intermittente e in alcuni casi con maggiore intensità.

Secondo le prime ricostruzioni, la sostanza osservata si manifesta come una schiuma a bolle galleggianti a pelo d’acqua, visibile soprattutto nel tratto di confluenza tra il Medio Nera e il lago. Le autorità hanno avviato accertamenti su più fronti, escludendo al momento criticità legate agli impianti fognari e ai sistemi di depurazione, così come eventuali anomalie nel sistema idroelettrico della zona. L’attenzione investigativa si è quindi spostata su altre possibili fonti di origine del fenomeno.

Le attività di controllo si concentrano in particolare sull’area dell’alta Valnerina, dove sono presenti diversi allevamenti ittici e impianti di troticoltura, già in passato indicati come potenziali fattori di impatto sulla qualità delle acque. Le verifiche sono tuttora in corso e non sono state ancora formulate conclusioni definitive, mentre gli inquirenti attendono i risultati delle analisi di laboratorio sui campioni d’acqua prelevati.

L’intervento interforze è stato attivato a seguito delle segnalazioni giunte nei giorni scorsi e riguarda un’area considerata sensibile dal punto di vista ambientale, in quanto collegata direttamente al bacino del lago di Piediluco, uno degli ecosistemi lacustri più rilevanti della regione. Le analisi in corso dovranno chiarire la natura della sostanza osservata e la sua eventuale correlazione con attività antropiche presenti lungo il corso del fiume.

Tra le ipotesi al vaglio vi è anche quella di un possibile contributo derivante da nutrienti immessi nelle acque da attività produttive presenti lungo il bacino fluviale, elemento che richiederebbe una valutazione complessiva degli impatti cumulativi sull’ecosistema. In questo contesto viene richiamata l’attenzione sui principi di valutazione ambientale che prevedono analisi integrate nei territori caratterizzati dalla presenza di più attività potenzialmente impattanti.

Il lago di Piediluco è da tempo oggetto di monitoraggi ambientali, in quanto soggetto a fenomeni di eutrofizzazione e variazioni stagionali della qualità delle acque. Con l’aumento delle temperature estive, secondo quanto osservato negli anni, si registra spesso un peggioramento delle condizioni del bacino, con variazioni cromatiche e alterazioni della qualità superficiale dell’acqua. Il fenomeno attuale si inserisce quindi in un contesto già considerato sensibile dal punto di vista ecologico.

Le attività di monitoraggio proseguiranno nelle prossime settimane, in attesa dei risultati delle analisi di laboratorio che dovranno fornire indicazioni più precise sulla composizione della schiuma e sulle eventuali cause. Solo successivamente sarà possibile definire eventuali misure correttive o interventi specifici sul territorio.

Nel frattempo, le autorità competenti mantengono attivo il controllo sull’area, con l’obiettivo di verificare eventuali evoluzioni del fenomeno e garantire il monitoraggio continuo delle condizioni del bacino. L’attenzione resta alta anche in relazione alla tutela dell’ecosistema del lago di Piediluco, considerato un ambiente di particolare valore naturalistico e turistico per l’Umbria.

Redazione

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