Stop a Phobos, Ora e Radicali Italiani: “Vince cultura del no: la politica abdica sul futuro del Paese”

Radicali Italiani, Nucleare Sì Grazie e Ora! Umbria criticano la scelta della Regione di chiedere al Governo lo stop al progetto del parco eolico.

Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato all’unanimità una mozione con cui chiede al Governo la revoca del progetto del parco eolico Phobos. Sulla vicenda sono intervenuti congiuntamente Matteo Hallissey, segretario nazionale di Radicali Italiani, Edoardo Ventafridda, presidente dell’associazione Nucleare Sì Grazie, e Giorgio Pablo Vallasciani, coordinatore regionale di Ora! Umbria, con una nota che critica duramente la decisione assunta da maggioranza e opposizione umbre.

Secondo i tre esponenti, il voto unanime rappresenta “l’abdicazione della classe dirigente dal proprio dovere politico”, ovvero quello di saper guidare i cambiamenti e raccontarli ai cittadini quando necessario. Nella nota si sottolinea come maggioranza e opposizione abbiano scelto di farsi “semplice rappresentanza istituzionale delle paure e degli istinti di chi teme il cambiamento”, rinunciando a un ruolo di indirizzo politico sui temi della transizione energetica.

Per Hallissey, Ventafridda e Vallasciani la vicenda Phobos mette in luce un problema culturale più ampio che riguarda l’intera regione. L’Umbria, secondo i firmatari, avrebbe perso l’occasione di mostrarsi aperta all’innovazione, alla tecnologia e alla transizione energetica, lasciando ancora una volta prevalere una “cultura del no”, incapace di distinguere tra la legittima tutela del paesaggio e il rifiuto aprioristico di qualsiasi trasformazione.

Un passaggio della nota è dedicato in particolare all’atteggiamento della maggioranza di centrosinistra, definita contraddittoria: una coalizione che si dichiara favorevole alla decarbonizzazione e alle energie rinnovabili, ma che finisce per arretrare davanti alle pressioni di una parte del mondo ambientalista disposta a sostenere la transizione energetica solo quando gli impianti sorgono lontano dal proprio territorio. Una contraddizione che, secondo i tre esponenti, “segna profondamente la credibilità di questa giunta”.

Le responsabilità, si legge ancora nella nota, non riguardano però solo la maggioranza regionale. Anche l’opposizione viene chiamata in causa per aver scelto di accodarsi alla retromarcia politica invece di difendere una visione di sviluppo basata su innovazione, investimenti e modernizzazione, nonostante alcune sue componenti si mostrino, almeno a parole, più sensibili a questi temi. Per i firmatari, quando tutte le forze politiche convergono sulla scelta più popolare del momento, si perpetua un modo di fare politica che ipoteca il futuro delle prossime generazioni in cambio di consenso elettorale, aggravando la stagnazione da cui giovani e non solo scelgono di allontanarsi.

Nella nota si osserva inoltre che la reazione dell’opinione pubblica e della politica sarebbe stata probabilmente identica se, al posto del parco eolico, fosse stata proposta un’altra infrastruttura strategica, come un termovalorizzatore o una centrale nucleare, qualora l’Umbria disponesse di un sito idoneo.

Per questo Ora! Italia, Radicali Italiani e l’associazione Nucleare Sì Grazie ribadiscono una posizione condivisa, riassunta nella parte conclusiva della nota: “diciamo sì all’innovazione, sì alla tecnologia, sì alla transizione energetica non ideologica e sì agli investimenti che consentano all’Italia e all’Umbria di costruire il proprio futuro”.

La presa di posizione arriva a stretto giro dal voto in Consiglio regionale e si inserisce nel dibattito più ampio sulla realizzazione di impianti eolici in Umbria, riaprendo il confronto tra tutela del paesaggio, sviluppo delle energie rinnovabili e ruolo delle istituzioni regionali nella gestione della transizione energetica.

 

Nel documento vengono citati, come ipotetici esempi, un termovalorizzatore o una centrale nucleare in presenza di un sito idoneo, sostenendo che la reazione del dibattito pubblico potrebbe seguire dinamiche analoghe a quelle registrate per il progetto eolico.

La posizione espressa dai tre rappresentanti è quindi favorevole a una transizione energetica basata su tecnologia e investimenti. Radicali Italiani, Nucleare Sì Grazie e Ora! Umbria ribadiscono il sostegno allo sviluppo delle energie rinnovabili e all’innovazione come strumenti per costruire il futuro energetico del territorio.

Secondo Hallissey, Ventafridda e Vallasciani, la scelta politica sulle grandi infrastrutture deve tenere conto delle esigenze delle nuove generazioni e della necessità di contrastare la perdita di attrattività economica della regione.

Redazione

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