Mutuo da 30 milioni per le strade, Fi: “Azzardo finanziario”. Bandecchi entra in tackle

Il segretario comunale di Forza Italia accusa il sindaco di azzardo finanziario, la replica arriva via Instagram con toni durissimi

Esplode lo scontro politico sul piano Strade Sicure, il progetto con cui il Comune intende rifare la rete stradale cittadina attraverso un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti superiore ai 30 milioni di euro. Ad accendere la polemica è stato Antonio De Angelis, segretario comunale di Forza Italia, che parlando  al Corriere dell’Umbria ha parlato apertamente di “un azzardo finanziario che grava su una città di appena 106 mila abitanti”. La replica del sindaco Stefano Bandecchi è arrivata in un video pubblicato sui social, con parole altrettanto dure nei confronti degli oppositori.

Secondo De Angelis, ricorrere a un mutuo per sistemare le strade “non è di per sé un’eresia”, visto che si tratta di “uno strumento previsto dalla legge per finanziare investimenti pluriennali” utilizzato da molti comuni italiani. Il problema, spiega, è la proporzione: “non esiste una città con dimensioni analoghe a quelle di Terni che abbia mai acceso un mutuo di tali proporzioni”. Il segretario di FI sottolinea come un debito di questa entità finirebbe per pesare sulle prossime generazioni, “sui ternani che oggi sono bambini, su quelli che ancora devono nascere”, sottraendo risorse a settori come scuole, servizi sociali, welfare e cultura. De Angelis richiama inoltre il rischio di un nuovo dissesto finanziario, definendolo “uno spettro che Terni conosce fin troppo bene”.

L’attacco si estende anche al progetto Cantiere Comune, l’iniziativa presentata in precedenza dall’amministrazione per l’acquisto di mezzi tappabuche, costata circa 750 mila euro. Per De Angelis quei macchinari “hanno coperto solo una minima parte dei lavori necessari”, lasciando il grosso degli interventi da esternalizzare a privati: una circostanza che, a suo dire, rende la richiesta del mutuo “la certificazione del fallimento degli acquisti fatti in precedenza”. Il segretario di FI chiede quindi un “confronto pubblico serio, trasparente, con numeri chiari” su piano di ammortamento, tassi e alternative possibili, come fondi regionali, nazionali o europei.

Di segno opposto la versione del sindaco Bandecchi, che ricostruisce così l’eredità ricevuta all’inizio del mandato: “si pagava una rata di mutuo esorbitante. Il comune di Terni pagava una rata di mutuo di 20 milioni l’anno, una rata insostenibile”. Proprio per questo, spiega, per tre anni avrebbe scelto di non aggravare la situazione debitoria dell’ente. Sull’operazione attuale, Bandecchi precisa: “più che a chiamarlo mutuo, è una disponibilità di 30 milioni di denaro, una apertura di credito che potrò reinvestire nelle strade”, aggiungendo che una volta utilizzata integralmente la somma “pagheremo 9 milioni complessivi per tutti i mutui attivati, compreso questo”, contro i circa 10 milioni versati attualmente.

Il tono si è fatto via via più personale, con il sindaco che si è rivolto direttamente a “avvocati, commercialisti” e rappresentanti delle minoranze, sostenendo: “voi fate la politica per la seggiolina, basta guardare le vostre denunce dei redditi”. Bandecchi ha rivendicato la propria autonomia economica come argomento a difesa delle scelte amministrative, respingendo ogni accusa di opacità nella gestione dei fondi pubblici destinati alla viabilità cittadina.

 

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