La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti dell’Umbria, presieduta da Paolo Peluffo, ha depositato la relazione sull’attività dell’Azienda Usl Umbria 2, riferita all’esercizio 2020-2024 e allo stato di attuazione dei progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il documento fotografa un’azienda sanitaria che, dopo anni di tenuta economica, chiude il 2024 con una perdita superiore agli 11 milioni di euro, mentre risulta più solido il quadro relativo agli investimenti legati al Pnrr.
Secondo la Corte dei conti, il disavanzo registrato nell’ultimo esercizio è dovuto soprattutto all’aumento dei costi per i Livelli essenziali di assistenza (Lea), alla spesa per beni e servizi sanitari e agli adeguamenti contrattuali del personale. Il fondo di dotazione dell’azienda è diventato negativo a seguito di una riclassificazione contabile, ed è stato per questo predisposto un piano regionale di ripianamento. Resta invece un dato positivo: i pagamenti ai fornitori continuano a essere effettuati in anticipo rispetto alle scadenze, a conferma di una gestione finanziaria corrente ancora efficiente.
Tra le criticità strutturali segnalate dalla Corte, spicca la carenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, definita “una considerevole e costante contrazione”. Un fenomeno che si somma al mancato raggiungimento degli obiettivi regionali di contenimento della spesa farmaceutica e per i dispositivi medici, “conseguiti solo negli anni 2020 e 2021 e limitatamente alla spesa farmaceutica convenzionata”. L’incremento della spesa viene attribuito principalmente all’introduzione di terapie innovative, alla crescita delle patologie croniche e all’aumento generale dell’attività sanitaria. Su questo fronte la Corte raccomanda un monitoraggio più rigoroso e, in particolare per l’Ausl Umbria 2, indica la necessità di razionalizzare la logistica dei magazzini farmaceutici, allo scopo di ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza complessiva.
Anche sul piano dell’assistenza permangono alcune criticità negli indicatori dei Livelli essenziali di assistenza, mentre la relazione riconosce risultati positivi negli screening oncologici e nei tempi di risposta del servizio di emergenza 118, entrambi in linea con gli standard richiesti.
Il giudizio cambia sensibilmente quando si passa al capitolo Pnrr. La Corte dei conti valuta infatti l’avanzamento dei progetti dell’Ausl Umbria 2 come coerente con il cronoprogramma nazionale. Nella relazione si legge che “l’unica struttura per cui è attualmente previsto il completamento dei lavori oltre il 30 giugno 2026, specificamente entro agosto 2026, è la casa di comunità di Narni“, mentre tutti gli altri interventi risultano in linea con i tempi stabiliti a livello centrale.
Nelle conclusioni, la Corte invita l’azienda sanitaria a consolidare i risultati ottenuti grazie al Pnrr, intervenendo con decisione sulle criticità della gestione ordinaria: dal riequilibrio dei conti al contenimento della spesa farmaceutica, fino al reclutamento del personale medico necessario a garantire il pieno funzionamento delle nuove strutture e un miglioramento concreto della qualità dei servizi offerti ai cittadini umbri.
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Tutti manager
Mo sveglia cari umbri alle prossime elezioni
Ma vero guarda caso in REGIONE CE LA SINISTRA
Embè?
Avete manifestato contro la ASL unica, mo pagate i manager che piazza la politica e fate debito.
Ma dai…..strano, però in linea con il resto d’Italia