Acqua torbida, Rifondazione: “Sii non è in grado di gestire manutenzione”

Disagi idrici a Terni: Rifondazione Comunista chiede dati su rete, investimenti e piani di miglioramento del servizio.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Terni interviene sui disagi al servizio idrico che nei giorni scorsi hanno colpito la città, chiedendo alle istituzioni di rendere pubblici dati e piani di intervento sulla rete.

Negli ultimi giorni migliaia di cittadini ternani hanno segnalato la presenza di acqua torbida in diverse zone della città, un disservizio che ha reso necessari interventi sulla rete idrica, coinvolgendo anche l’Ospedale di Terni. È in questo contesto che la Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista ha diffuso una nota nella quale, partendo dai disagi concreti vissuti dalla popolazione, solleva una questione più ampia legata al modello di gestione del servizio idrico. Il partito si chiede infatti se questo sia “in grado di garantire investimenti, manutenzione e sicurezza all’altezza delle esigenze dei cittadini”.

Secondo il partito, la vicenda dell’acqua torbida non rappresenta un episodio isolato, ma l’occasione per riaprire un dibattito che, spiega la nota, “non nasce oggi”. Da anni Rifondazione Comunista sostiene che l’acqua debba essere considerata un bene comune e che la sua gestione debba essere “orientata esclusivamente all’interesse pubblico”, richiamando anche la volontà espressa dai cittadini attraverso il referendum del 2011, che in Italia sancì l’esclusione della gestione idrica dalle logiche di profitto.

Sulla base di queste premesse, la Federazione ternana del partito ha formulato una richiesta articolata in quattro punti, rivolta a chi gestisce il servizio. Il primo riguarda la pubblicazione dello stato della rete idrica, così da fornire un quadro chiaro e verificabile delle condizioni delle infrastrutture cittadine. Il secondo punto chiede la diffusione del piano degli investimenti programmati, ritenuto elemento essenziale per valutare l’impegno concreto nella manutenzione della rete. A questo si aggiunge la richiesta di conoscere gli interventi previsti per ridurre le criticità che hanno generato i recenti disagi, e infine gli obiettivi di miglioramento del servizio che l’ente gestore intende perseguire nel medio periodo.

Nella nota, il partito ribadisce una posizione netta sul tema, sintetizzata nell’affermazione secondo cui “l’acqua non è una merce” ma “un diritto”. Un diritto che, prosegue il documento, “si garantisce con trasparenza, investimenti e una gestione che metta al centro l’interesse della collettività”.

Redazione

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