Il Consiglio Comunale di Terni, riunito nella mattinata di martedì 29 luglio, ha approvato all’unanimità dei presenti un articolato atto di indirizzo volto a bloccare il piano di dimensionamento della rete scolastica previsto per l’anno 2026-2027. Il documento, promosso dal consigliere del Partito Democratico Pierluigi Spinelli e sostenuto congiuntamente da PD e Movimento 5 Stelle, punta a scongiurare l’accorpamento tra gli storici istituti Don Milani e De Filis, chiedendo a Comune, Provincia e Regione Umbria di fare fronte comune nei confronti del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
L’esito unitario sul piano dei contenuti è arrivato al termine di una seduta segnata da alta tensione politica. L’opposizione di centrodestra, infatti, ha lasciato l’aula quasi al completo dopo un duro scontro sulla Fondazione Umbria Film Commission, senza più rientrare al momento del voto sul futuro dei presidi scolastici cittadini.
L’obiettivo dell’atto è ottenere per il prossimo anno scolastico il riconoscimento della soluzione transitoria regionale, che prevede il mantenimento di 131 autonomie scolastiche in Umbria con 130 dirigenti e una sola reggenza, così da garantire la continuità didattica ed evitare la perdita di autonomia per plessi ritenuti strategici come il Don Milani e il De Filis.
Ad accendere il dibattito è intervenuta la presidente dell’assise, Valeria Francescangeli, che ha duramente criticato l’assenza dei banchi del centrodestra: “al consiglio comunale di oggi emerge un dato certo: il cdx ternano, se c’è ancora, non sa dove sta andando (e mi dispiace davvero doverlo constatare). Il primo dato che balza agli occhi è che per ben tre proposte di delibera FDI ha votato in commissione (solo ieri l’altro) in un modo ed in consiglio comunale, nell’esatto opposto! Hanno giubilato il loro Sindaco (che voglio ricordarlo, io difesi allora ed ho continuato a difendere negli ultimi tre anni, mentre loro, tutti, ne decretavano la damnatio memoriae) ed oggi vengono a criticarci elogiando la loro amministrazione!! Non accettano il confronto ed il dibattito ed abbandonano l’aula consiliare dimostrando, peraltro, il loro enorme rispetto delle istituzioni e dei cittadini ma soprattutto NON sono rientrati per votare l’atto di indirizzo contro il (ri)dimensionamento scolastico e l’accorpamento del Don Milani con la De Filis, NON sono rientrati per sostenere una battaglia per la città di Terni.”
Unico esponente del centrodestra rimasto a votare in aula è stato Francesco Maria Ferranti, consigliere di Forza Italia, insieme a Roberta Trippini del gruppo misto: “Mi sono trattenuto apposta anche se avevo un impegno, perché lo voglio votare. È in linea con l’attività che ha sempre svolto sia questo Comune che l’istituzione Provincia. Se nei territori vanno a mancare i servizi, e fra i servizi quello delle scuole è essenziale, non ci sarà nessun nuovo residente.” Ferranti ha inoltre auspicato che un analogo fronte comune possa estendersi ad altri settori chiave per la cittadinanza, a partire dalla sanità.
Soddisfazione per il voto unanime è stata espressa in una nota da Patto Avanti, che ha sottolineato come il voto favorevole di tutti i consiglieri rimasti in aula, compresi gli esponenti della maggioranza a sostegno del sindaco Stefano Bandecchi, rappresenti un risultato politico e istituzionale rilevante. Nella nota si legge che la decisione dei consiglieri di centrodestra e del gruppo misto di abbandonare l’aula, con le sole eccezioni di Ferranti e Trippini, appare “ancora più grave” di fronte alla possibilità concreta di difendere le autonomie scolastiche ternane, scelta che secondo il movimento equivale a non contraddire il Governo e il ministro Giuseppe Valditara.
Il documento approvato chiede inoltre l’apertura di un tavolo istituzionale tra Comune, Provincia, Regione Umbria, Ufficio scolastico regionale, istituzioni scolastiche, sindacati e rappresentanze delle famiglie, per costruire una proposta condivisa sul futuro della rete scolastica ternana, senza contrapporre il territorio di Terni ad altre aree come Città di Castello.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Bandecchi, che ha collegato il tema della rete scolastica a quello più ampio della natalità e della ripopolazione dei territori: “Diminuendo le scuole e gli istituti scolastici in vari paesi o zone interne, non capisco come si possa poi parlare di ripopolazione di questa nazione. Prima ci debbono essere i servizi e poi forse arriveranno i bambini.”
Ora il passaggio successivo spetta al sindaco e alla Giunta comunale, chiamati a dare seguito formale all’atto approvato portando la richiesta della soluzione transitoria al Ministero dell’Istruzione e del Merito, in vista dell’avvio del prossimo anno scolastic
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