Via al consolidamento del salto principale della Cascata delle Marmore

C'è l'approvazione della giunta regionale umbra al terzo lotto del progetto

Verso l’intervento di consolidamento e messa in sicurezza del costone del salto principale della Cascata delle Marmore. C’è il via libera della giunta regionale dell’Umbria alla progettazione esecutiva del terzo lotto, che ha già visto il finanziamento di oltre 190 mila euro attraverso il Fondo progettazione con risorse ministeriali. L’opera ha un valore complessivo di due milioni di euro. Il terzo lotto, inserito come priorità assoluta nella programmazione delle risorse ministeriali, va a stabilizzare oltre 2000 metri quadrati di parete rocciosa, garantendo la fruibilità in totale sicurezza del percorso che porta al Belvedere della Specola.

Basso impatto ambientale

Il progetto prevede una serie di interventi mirati a mitigare il rischio di crollo di elementi lapidei, fenomeno accentuato negli ultimi anni da eventi meteorologici estremi. Tra le opere principali figurano il rafforzamento corticale della parete tramite reti metalliche e funi in acciaio, il consolidamento profondo con tiranti in acciaio e la realizzazione di un cordolo in cemento armato in adiacenza al percorso pedonale. Particolare attenzione è stata rivolta alla minimizzazione dell’impatto paesaggistico. Per ridurre al minimo l’invasività nel delicato contesto del Parco del Nera, la logistica di cantiere si avvarrà di tecniche alpinistiche e del supporto di elicotteri per il trasporto dei materiali, evitando la creazione di nuove piste di accesso nel versante. “La stretta sinergia con il Ministero – dice l’assessore regionale Thomas De Lucaci permette di dare continuità a un lavoro di progettazione già finanziato, trasformandolo in tempi brevi in cantieri concreti che utilizzeranno tecniche all’avanguardia e a basso impatto ambientale per preservare l’integrità del sito“. De Luca parla di intervento fondamentale per la salvaguardia e la sicurezza dei visitatori. “La Cascata delle Marmore – afferma – non è solo un tesoro paesaggistico, ma un ecosistema fragile classificato come area a rischio frana molto elevato.  L’intervento si pone come obiettivo finale l’incremento degli standard di sicurezza per migliaia di turisti che ogni anno frequentano l’area, intervenendo in una zona caratterizzata da fratture di trazione e stabilità incerta“.

Redazione

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