Il consigliere comunale di Terni Valdimiro Orsini, esponente del gruppo Masselli Sindaco, interviene sull’ipotesi annunciata dalla Regione Umbria di realizzare il nuovo ospedale cittadino nella zona di Sabbione, evidenziando preoccupazioni sugli effetti urbanistici, economici e sociali della possibile delocalizzazione. Secondo Orsini, la scelta del nuovo sito rappresenta una decisione strategica per il futuro della città e deve essere accompagnata da una valutazione complessiva.
“La realizzazione del nuovo ospedale di Terni rappresenta un passaggio cruciale per il futuro del territorio”, afferma Orsini, sottolineando però che lo spostamento della struttura dall’attuale area di Colle Obito verso zone come Maratta o Sabbione non sarebbe una semplice scelta tecnica, ma una trasformazione con conseguenze rilevanti sull’intero assetto urbano.
Tra le principali criticità indicate dal consigliere comunale c’è il possibile impatto sul quartiere di Colle Obito, che da decenni è legato alla presenza dell’attuale presidio ospedaliero. Secondo Orsini, in assenza di un progetto immediato e finanziato di riconversione, l’area potrebbe andare incontro a un progressivo impoverimento economico e sociale.
“Senza un piano di riconversione immediato e finanziato, il quartiere che da decenni gravita attorno all’attuale polo ospedaliero rischia il degrado immobiliare, economico e sociale, lasciando nel cuore della città una mastodontica ‘cattedrale nel deserto’”, sostiene il consigliere.
Un altro elemento evidenziato riguarda il possibile consumo di suolo. Secondo Orsini, la costruzione del nuovo ospedale in un’area agricola o attualmente non edificata comporterebbe la trasformazione di ampie superfici e un aumento della cementificazione in un territorio già sottoposto a pressioni ambientali.
Il consigliere richiama inoltre l’attenzione sui costi infrastrutturali collegati alla nuova localizzazione. Lo spostamento verso aree periferiche o industriali potrebbe richiedere interventi aggiuntivi per migliorare viabilità, trasporto pubblico e sicurezza, con il rischio di un incremento della spesa complessiva e di tempi più lunghi per completare l’opera.
Secondo Orsini, la modifica della collocazione dell’ospedale potrebbe avere conseguenze anche sul tessuto economico cittadino. “Lo spostamento dell’indotto penalizzerà le attività economiche della zona attuale e rischia di complicare l’accessibilità ai servizi sanitari per le fasce più fragili della popolazione”, evidenzia.
Per il consigliere comunale è quindi necessario avviare un confronto pubblico trasparente prima di assumere decisioni definitive. Tra le richieste avanzate figura una reale analisi costi-benefici che metta a confronto la possibilità di intervenire sull’area attuale con quella della costruzione in un nuovo sito.
Secondo Orsini, questa valutazione dovrebbe comprendere non solo i costi dell’opera sanitaria, ma anche quelli legati alle infrastrutture necessarie, all’impatto ambientale e alle conseguenze urbanistiche.
Un secondo punto riguarda la necessità di un piano di rigenerazione per Colle Obito. Nel caso in cui venisse scelta una nuova area, il progetto di riutilizzo dell’attuale sede ospedaliera dovrebbe essere definito contestualmente, con finanziamenti individuati e tempi certi di realizzazione.
Infine, Orsini richiama l’importanza di garantire tempi definiti per il potenziamento della sanità pubblica ternana, evitando che il confronto sulla localizzazione possa rallentare ulteriormente la realizzazione di una struttura moderna ed efficiente.
“La priorità assoluta resta garantire un ospedale moderno ed efficiente ai cittadini della provincia di Terni”, conclude il consigliere. “Questo obiettivo, tuttavia, non può essere raggiunto a costo di sventrare l’economia di un quartiere e dell’intera città: serve una visione d’insieme intelligente, sostenibile e trasparente”.
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