Sette vittime e oltre trenta feriti: è il drammatico bilancio dell’incidente avvenuto domenica 2 agosto lungo la strada statale Terni-Rieti, dove lo scontro tra un pullman e un camper ha provocato una delle emergenze più gravi degli ultimi anni sul territorio. Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, prima dell’inizio del Consiglio comunale, ha raccontato le ore successive alla tragedia, trascorse tra l’ospedale, i familiari delle vittime e le persone in attesa di notizie sui propri cari.
“Il Comune e la Protezione civile hanno comunicato che il numero dei feriti è salito a trenta. Tutto ha funzionato come doveva. Purtroppo è successo questo incidente. Sul pullman c’erano tante persone, poi dislocate in vari ospedali. Personalmente mi sono occupato delle cose più umane e semplici”, ha dichiarato Bandecchi.
Tra gli interventi più delicati raccontati dal sindaco c’è stato quello rivolto alla famiglia dell’autista del pullman coinvolto nello schianto. Bandecchi ha spiegato di essersi recato personalmente dai familiari della vittima per comunicare quanto accaduto e offrire supporto in un momento particolarmente difficile.
“Sono andato ad avvertire la famiglia dell’autista del bus. La moglie era preoccupatissima. Ci siamo recati con Bernocco, Tagliavento e Anibaldi dalla signora e dai figli. Ho reputato questa cosa molto più importante”, ha raccontato il sindaco.
Successivamente il primo cittadino si è recato in ospedale per verificare la situazione delle persone che stavano cercando informazioni sui propri parenti coinvolti nell’incidente. Le ore successive allo schianto sono state segnate dall’attesa dei familiari e dalle procedure di identificazione delle vittime.
Particolarmente complessa è stata la vicenda di un giovane arrivato da Massa Carrara, giunto in ospedale in attesa di notizie dei genitori. In quel momento alcune persone decedute non erano ancora state identificate e il ragazzo cercava di capire se i suoi familiari fossero tra le vittime.
“Un ragazzo proveniente da Massa Carrara aspettava i genitori. Avevamo anche dei morti ancora senza identità. Mi sono fatto dare una foto dei genitori e, insieme ai medici del pronto soccorso, l’abbiamo inviata alla polizia locale per verificare il riconoscimento”, ha spiegato Bandecchi.
Le operazioni di soccorso e recupero sono proseguite per diverse ore. Le ultime persone coinvolte sono state estratte intorno alle 23.20, quando le squadre impegnate sul luogo dell’incidente hanno concluso gli interventi più urgenti.
Il riconoscimento della coppia è avvenuto attraverso alcuni particolari fisici. Il giovane ha potuto identificare il padre grazie a un tatuaggio presente sul braccio, mentre aveva indicato la presenza di un tatuaggio sulla spalla sinistra della madre, elemento utile agli accertamenti.
“Avevamo inizialmente confortato quel ragazzo e lo avevamo mandato via. Dopo due minuti lo abbiamo richiamato ed è arrivata la conferma. Aveva riconosciuto il padre grazie a un tatuaggio sul braccio”, ha riferito il sindaco.
Le vittime identificate sono Paolo Cosci e Graziella Baldini, entrambi di 61 anni e originari di Massa Carrara, deceduti nel tragico incidente sulla Terni-Rieti. La loro storia è diventata uno dei momenti più dolorosi della gestione dell’emergenza, con i familiari coinvolti nelle difficili procedure di riconoscimento.
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