Il Patto Avanti Terni torna a chiedere chiarimenti all’amministrazione comunale sulla gestione degli asili nido Peter Pan e Via Cadore, dopo il ritiro della precedente delibera e in attesa di una nuova proposta annunciata ma non ancora presentata. La nota diffusa dalla coalizione di opposizione evidenzia la mancanza di indicazioni definitive sul futuro dei servizi educativi, sui tempi di riapertura delle strutture e sulle modalità organizzative che verranno adottate dal Comune di Terni.
Secondo il Patto Avanti, “a oltre due mesi dal ritiro della delibera sulla gestione degli asili nido Peter Pan e Via Cadore, della nuova proposta annunciata dall’Amministrazione comunale non esiste ancora alcuna traccia”. La formazione politica sottolinea inoltre che durante i lavori della Commissione consiliare erano arrivate rassicurazioni su una nuova delibera in tempi brevi, ma che “oggi quell’impegno è rimasto lettera morta”.
Al centro della contestazione ci sono diversi aspetti ancora da definire. La coalizione chiede infatti di sapere “quale modello di gestione verrà adottato, quando riaprirà il Peter Pan, quando saranno completati e collaudati i lavori di Via Cadore e quando i 39 nuovi posti annunciati saranno realmente disponibili”.
Il tema riguarda direttamente molte famiglie ternane. Per l’anno educativo 2026-2027, secondo quanto riportato nella nota, sono state presentate 188 domande definitive per i nidi comunali e per il Centro per bambine e bambini, mentre i posti disponibili sarebbero stati 81, con 80 assegnazioni effettuate. Il Patto Avanti evidenzia quindi che, “al netto delle eventuali rinunce, oltre cento domande non hanno trovato risposta”.
La coalizione individua precise responsabilità politiche nella gestione della situazione. Nel documento viene chiamata in causa l’assessora all’Istruzione e ai servizi educativi Tiziana Laudadio, alla quale viene chiesto di chiarire la programmazione del settore. Secondo il Patto Avanti, “dopo oltre due mesi non ha però dimostrato di saper esercitare con autonomia ed efficacia il proprio ruolo”.
La nota fa riferimento anche al ruolo del sindaco Stefano Bandecchi, titolare delle deleghe al personale e all’organizzazione. Secondo il Patto Avanti, il tema della carenza di educatrici non può diventare una motivazione per procedere verso l’esternalizzazione senza una preventiva programmazione del servizio pubblico.
“Bandecchi non può utilizzare la carenza di educatrici come alibi per imporre l’esternalizzazione, senza spiegare perché non sia stata programmata per tempo una soluzione pubblica”, afferma la coalizione nella propria nota, chiedendo chiarimenti sulle scelte organizzative compiute dall’amministrazione.
Un altro punto riguarda i lavori della struttura di Via Cadore. Il Patto Avanti richiama la responsabilità dell’assessore ai Lavori pubblici Sergio Anibaldi, chiedendo spiegazioni sui ritardi degli interventi. “L’assessore ai Lavori pubblici deve invece chiarire i ritardi degli interventi, soprattutto a Via Cadore”, si legge nel documento, con riferimento alla situazione del cantiere.
La coalizione richiama anche la situazione del personale educativo e della graduatoria del concorso comunale bandito nel 2022. Secondo il Patto Avanti, le educatrici e gli educatori risultati idonei rappresentano una risorsa che avrebbe potuto essere utilizzata per rafforzare stabilmente l’organico e ampliare l’offerta dei servizi.
Nel dibattito entra anche il tema dei finanziamenti regionali. La Regione Umbria, su proposta dell’assessore Fabio Barcaioli, ha stanziato 6 milioni di euro per attivare oltre 500 nuovi posti nei nidi e micronidi comunali negli anni educativi 2026-2027 e 2027-2028.
Su questo fronte il Patto Avanti chiede all’amministrazione di chiarire se il Comune abbia già avviato il confronto con la Regione. “La Giunta deve dire immediatamente se il Comune di Terni abbia avviato l’interlocuzione con la Regione, quali risorse intenda utilizzare e quanti nuovi posti abbia richiesto”, afferma la coalizione.
Secondo il gruppo di opposizione, “sarebbe gravissimo perdere questa opportunità mentre centinaia di famiglie attendono una risposta”. Per questo viene richiesto un intervento immediato con una nuova delibera, indicazioni certe sui tempi di riapertura delle strutture e un piano per aumentare i posti disponibili.
La nota si conclude con un duro giudizio politico: “Il tempo delle promesse è finito. Laudadio, Bandecchi e Anibaldi rispondano ciascuno delle proprie competenze”. Il Patto Avanti definisce la situazione “non il semplice ritardo di un assessorato, ma il fallimento politico e organizzativo dell’intera Giunta”.
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