Cosa ci fa, la giunta regionale con i soldi che vengono dalle tasse aumentate? Ci potenzia la sanità? No, ci aumenta le poltrone. Così i consiglieri regionali di opposizione, nei confronti dell’amministrazione di Stefania Proietti. Parlano, su questo, i leghisti Enrico Melasecche e Donatella Tesei, Nilo Arcudi di Umbria civica, i rappresentanti di Forza Italia Andrea Romizi e Laura Pernazza e quelli di Fratelli d’Italia Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti. Sotto accusa, il bando per l’assunzione di personale regionale, che comprende sei nuovi dirigenti e altre figure professionali per un costo sui due milioni di euro all’anno. “E la sanità – dicono i consiglieri di opposizione – continua a presentare criticità pesantissime“.
Poltronificio
Vengono aggiunti anche altri elementi, legati alla stessa questione, come ad esempio il fatto che per i dirigenti il percorso selettivo prevede assunzioni per titoli e colloquio senza prove d’esame. “Una modalità – affermano dall’opposizione consiliare – che può essere prevista dalla normativa, ma che proprio per questo richiede ancora maggiore chiarezza sui criteri, sulle valutazioni e sulle garanzie di imparzialità. Ancora più singolare appare, inoltre, la possibilità prevista per alcuni profili di accedere a posizioni in settori particolarmente delicati e importanti come i servizi sociali, l’ambiente e gli spettacoli, attraverso una qualsiasi laurea che consente di candidarsi anche con titoli di studio appartenenti a settori completamente diversi da quello oggetto della posizione. In sostanza, si rischia di affidare funzioni che richiedono competenze specifiche e conoscenze tecniche a persone che potrebbero non avere una formazione coerente con le mansioni da svolgere. Stranamente tale requisito viene compensato con esperienze specifiche nel settore“. I consiglieri attaccano la presidente Proietti ma anche l’assessore al bilancio Tommaso Bori: “Chiedono sacrifici agli umbri in nome delle necessità di bilancio, ma contemporaneamente ampliano la macchina regionale e ne appesantiscono i costi con il solito poltronificio tipico della sinistra. Di fronte a questo quadro, le forze estremiste che sostengono la maggioranza, Movimento 5 Stelle e AVS, scelgono il silenzio. Proprio loro che per anni hanno costruito la propria narrazione politica sulla lotta ai privilegi, alle poltrone e agli sprechi, oggi diventano improvvisamente muti di fronte a tutto questo“. Lega, FdI, Fi e Uc sono decisi ad andare fino in fondo alla questione e a chiedere alla giunta diversi chiarimenti. “Gli umbri – dicono i rappresentanti dell’opposizione – non possono diventare il bancomat della giunta Proietti per finanziare nuove poltrone“.
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