Terni ferita dai 108 bombardamenti che causarono la morte di tante persone. Ma Terni capace anche di reagire a quella tragedia e di ricostruire la sua identità attraverso il lavoro e la volontà dei suoi cittadini, che seppero ricostruire una città che sembrava perduta. Un concetto sottolineato dal vicesindaco Paolo Tagliavento, nella cerimonia di commemorazione dei bombardamenti sulla città nel 1943. Bombardamenti che cominciarono l’11 di agosto. Alla cerimonia, nell’anniversario di quel primo raid aereo americano, di fronte al monumento ai caduti civili dei bombardamenti, presenti le autorità cittadine. Accanto a Tagliavento, l’assessore regionale Francesco De Rebotti (foto da ww.comune.terni.it).
Il ricordo, l’esempio e il rispetto
Tagliavento ha ricordato come l’11 agosto 1943 cominciò per la città “un lungo periodo di sofferenza che avrebbe segnato profondamente la vita della comunità“. Da quel giorno la città venne bombardata 108 volte, con 1.018 persone che hanno perso la vita, su una popolazione che allora si attestava sui 45.000 abitanti. “Significa – ha osservato Tagliavento – che quasi ogni famiglia ternana fu toccata dal dolore, dalla perdita di una persona cara, dalla distruzione della propria casa o la perdita del proprio lavoro. Terni pagò un prezzo altissimo, la presenza del suo importante polo industriale la rese un obiettivo strategico durante tutto il secondo conflitto mondiale. Ma insieme agli impianti industriali furono colpiti quartieri, scuole, chiese, infrastrutture. Furono colpiti soprattutto i cittadini: uomini, donne, anziani e bambini, persone innocenti che videro la propria quotidianità trasformarsi improvvisamente in paura, macerie e lutto“. Da Tagliavento, il pensiero alle vittime e alle persone che rimasero ferite: “A loro dobbiamo il rispetto della memoria e la gratitudine per il sacrificio che, loro malgrado, hanno sopportato. Ma ricordare non significa soltanto guardare al passato. Significa comprendere quanto sia preziosa la pace e la serenità, e di quanto sia importante difenderla ogni giorno. La memoria è un patrimonio che ci appartiene e che abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni, affinché comprendano il valore della libertà, della democrazia e della convivenza tra i popoli“. Il vicesindaco però, si è soffermato sull’opera di ricostruzione successiva a quei bombardamenti: “Questa è l’identità della nostra città. Una comunità che non si è mai arresa, che ha saputo ricostruire non solo gli edifici, ma anche il proprio tessuto sociale, mantenendo vivi quei valori di solidarietà, operosità e senso di appartenenza che ancora oggi rappresentano il cuore di Terni“.
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