Ci si laurea, ma poi si va via da Terni e dall’Umbria, per spostarsi soprattutto all’estero. Per quanto i dati Istat evidenzino per il 2025 un saldo che passa da -1.203 a -687 con riduzione del deficit del 42,9%, nel territorio ternano l’emorragia resta pur sempre più alta rispetto al resto della regione. Sempre nel 2025, nella provincia si registra infatti un saldo, tra persone dai 25 ai 39 anni di età, di –23,5 ogni mille laureati, più alto rispetto al dato perugino che è a -12 e a quello generale umbro che a -14,7.
Mencaroni: “Dare maggiore credibilità“
Il miglioramento a livello regionale rispetto ai dati del 2024 è commentato positivamente dal presidente delle Camere di commercio dell’Umbri Giorgio Mencaroni, come segnale importante, ma tenendo sempre in considerazione il fatto che tra le persone più istruite il recupero è più lento e sui giovani laureati l’Umbria continua a perdere sia verso l’estero sia verso altre regioni italiane. “Il punto – afferma il presidente Mencaroni – è trasformare la capacità di attrarre e formare giovani in capacità di offrire loro percorsi professionali competitivi. Non basta creare lavoro: dobbiamo rendere credibile la scelta di costruire qui il proprio futuro. Per questo serve una risposta comune di Regione, Camera di Commercio, università, imprese e associazioni“.
Diomedi (M5S): “Importanti anche i collegamenti ferroviari con Roma“
Riguardo al singolo dato di Terni, c’è una dichiarazione di Diego Diomedi, del Movimento 5 Stelle. “I dati sulla fuga dei giovani laureati emersi in questi giorni – afferma – rappresentano un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. Terni, in particolare, registra numeri preoccupanti e il dato deve spingerci a interrogarci sulle condizioni che offriamo alle nuove generazioni per studiare, lavorare e costruire qui il proprio futuro“. Sottolinea il lavoro fatto dalla Regione dell’Umbria, che ha messo in campo risorse importanti su università, formazione e ricerca. “Il vero punto – dice – è riuscire a trasformare formazione e competenze in opportunità professionali. Perché un giovane può avere una borsa di studio, può frequentare l’università, può conseguire un dottorato, ma se alla fine del percorso non trova un lavoro qualificato, adeguatamente retribuito e con concrete possibilità di crescita, continuerà a guardare altrove. Per questo considero molto importante anche il lavoro che la giunta regionale sta portando avanti sul fronte dei collegamenti ferroviari con Roma“. Con l’auspicio che questi collegamenti ferroviari con la Capitale vengano resi più frequenti e affidabili: “L’obiettivo deve essere quello di rendere possibile raggiungere Roma in meno di un’ora e farlo con un servizio sul quale poter contare ogni giorno, senza ritardi e disservizi“. Per Diomedi, la sfida è un’altra: “Non quella di chiedere ai giovani di restare, ma quella di creare le condizioni perché restare sia una scelta conveniente“.
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Come
E menomale che hanno le strade aperte ovunque …. Il brutto è che i nostri figli non torneranno più in questa tristissima realtà …
Ma che vóli contrasta’ ormai…
Dubai
E chi ci pensa, LVI? 🤣🤣🤣🤣🤣🤣
Il benvenuti in California andrà rinverdito