Giulio Rapetti, conosciuto da tutti come Mogol, compie 90 anni. Il traguardo celebra una carriera che va oltre i numeri della discografia italiana. L’autore ha 1.776 brani depositati e oltre 500 milioni di dischi venduti. Il suo legame con l’Umbria rappresenta però un capitolo importante della sua storia. Dal comprensorio ternano, infatti, Mogol ha trasformato un luogo di ispirazione in un centro permanente dedicato alla formazione, alla musica, alla medicina preventiva e alla diplomazia istituzionale. Un percorso iniziato nei primi anni Novanta. Da allora, il territorio è diventato per l’autore un vero laboratorio di eccellenza. Il rapporto con l’Umbria meridionale si è rafforzato anche attraverso collaborazioni con amministrazioni e realtà locali. L’obiettivo è valorizzare cultura, paesaggio, turismo sostenibile e sviluppo economico.
Mogol in Umbria: da Lucio Battisti al CET di Avigliano
Il legame tra Mogol e i paesaggi umbri affonda le proprie radici nell’estate del 1970. In quell’anno l’autore affrontò con Lucio Battisti la celebre traversata a cavallo da Milano a Roma. Quell’esperienza lasciò suggestioni naturalistiche profonde. Suggestioni che sarebbero poi entrate in alcune delle opere più importanti dell’autore, come Emozioni, Pensieri e parole e Il mio canto libero. Nel 1992 questo rapporto con le aree interne si trasformò nella fondazione del Centro Europeo di Toscolano (CET). Il centro nacque a Toscolano, frazione di Avigliano Umbro, all’interno della Tenuta dei Ciclamini. La struttura è stata concepita come una cittadella a basso impatto ambientale. È stata inoltre riconosciuta per legge come Centro di Interesse Pubblico per il perfezionamento di compositori, interpreti e autori. Dalle aule e dagli studi di registrazione immersi nei boschi amerini sono nate importanti collaborazioni. Tra queste quella con Gianni Bella per l’album Io non so parlar d’amore di Adriano Celentano, che contiene L’arcobaleno. Sono inoltre legati a questa esperienza i successi composti per Marcella Bella e pagine realizzate insieme a Pino Mango e Riccardo Cocciante.
Mogol in Umbria: l’intesa con Terni e Stefano Bandecchi
La presenza di Mogol sul territorio ha favorito nel tempo un confronto diretto con le istituzioni. Negli ultimi mesi il dialogo con Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e presidente della Provincia di Terni, ha portato a convergenze operative per promuovere in modo integrato l’Umbria meridionale. Durante i recenti incontri istituzionali sono state individuate iniziative congiunte. Il progetto punta a valorizzare il patrimonio paesaggistico provinciale attraverso turismo sostenibile e attività outdoor. L’accordo tra Bandecchi e Mogol mira anche a collegare le attività formative del polo di Toscolano con il Cammino dei Borghi Silenti. Si tratta dell’itinerario escursionistico ad anello che attraversa i Monti Amerini. La Tenuta dei Ciclamini rappresenta una delle tappe cerimoniali di riferimento del percorso. Il confronto ha riguardato anche la sostenibilità ambientale e la qualità della vita nel bacino ternano. Cultura e rigenerazione territoriale sono state individuate come strumenti per attrarre investimenti e nuovi flussi turistici verso Terni e i comuni vicini.
Mogol in Umbria: il progetto dei Borghi Verdi ad Amelia
La cooperazione territoriale coinvolge da anni anche Laura Pernazza, ex sindaca di Amelia ed ex presidente provinciale. Durante il suo mandato da primo cittadino amerino, Pernazza ha voluto Mogol come testimonial di punta del progetto d’area vasta Le Terre dei Borghi Verdi. Si tratta di un accordo di rete che riunisce diciassette municipalità del comprensorio. L’obiettivo è intercettare i flussi legati al turismo lento, ai cammini e all’enogastronomia. La collaborazione con l’amministrazione di Amelia ha aperto anche un confronto formale sul possibile riconoscimento civico dei meriti di Mogol. Al centro c’è l’indotto socioeconomico prodotto dall’attività dell’autore e dalle iniziative collegate al suo presidio culturale sul territorio. Il percorso territoriale richiamato nel progetto coinvolge anche Todi, nell’ambito di un modello culturale condiviso con l’amministrazione guidata da Ruggiano. L’obiettivo complessivo è rafforzare una rete capace di unire cultura, formazione, turismo, sostenibilità e valorizzazione dei territori dell’Umbria meridionale.
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