L’assessore al Turismo della Regione Umbria interviene direttamente sulla vicenda che ha coinvolto a Orvieto la consigliera regionale del Piemonte Ludovica Cioria, esponente del Pd, dopo le difficoltà da lei raccontate nel trovare un ristorante disposto ad accogliere la sua famiglia con le bambine. Cioria aveva chiamato in causa anche il fenomeno dell’overtourism, mentre l’assessore regionale Meloni, in una lettera aperta diffusa il 20 agosto, respinge questa lettura e difende il sistema turistico e dell’accoglienza della città umbra. Pur esprimendo dispiacere per il disagio vissuto dalla consigliera e dalla sua famiglia, Meloni sostiene che una singola esperienza non possa diventare un giudizio complessivo su Orvieto e invita a distinguere tra locali pieni in una sera d’agosto e un reale fenomeno di sovraffollamento turistico.
«Una singola esperienza, tuttavia, non può trasformarsi in un giudizio complessivo su una città e sul suo sistema dell’accoglienza. E soprattutto non può essere sufficiente per parlare di overtourism», scrive Meloni rivolgendosi direttamente a Cioria.
L’assessore sottolinea che l’overtourism rappresenta un fenomeno complesso, legato a una pressione dei visitatori tale da superare la capacità di una destinazione, con conseguenze sulla qualità della vita dei residenti, sui servizi e sull’equilibrio delle comunità. Una situazione che, secondo Meloni, non può essere equiparata alla difficoltà di trovare posto in alcuni ristoranti in una sera di agosto e senza prenotazione.
Nella lettera viene affrontato anche uno degli aspetti al centro della vicenda, quello dei tavoli che possono apparire disponibili pur non essendolo effettivamente. «Un tavolo apparentemente libero, inoltre, non è necessariamente disponibile», osserva l’assessore, ricordando che potrebbe essere già prenotato per un turno successivo oppure rientrare nella gestione del numero di clienti che cucina e personale sono in grado di servire.
Secondo Meloni, queste circostanze non possono automaticamente essere interpretate come una discriminazione nei confronti delle famiglie o come una volontà di non accogliere bambini. L’assessore richiama anche le condizioni di chi lavora nella ristorazione, dai titolari ai cuochi fino al personale di sala, sottolineando come nei periodi di maggiore affluenza sia necessario organizzare i coperti senza compromettere la qualità del servizio e le condizioni di lavoro.
La presa di posizione punta poi a difendere più in generale l’immagine turistica di Orvieto. Meloni ricorda che nel 2025 la città è stata riconosciuta da Booking.com come una delle dieci città più accoglienti al mondo e come l’unica italiana presente nella classifica basata sulle recensioni verificate dei viaggiatori.
L’assessore cita anche l’andamento turistico del 2026, riferendo di aumenti a doppia cifra nel secondo trimestre sia per gli arrivi sia per le presenze. Una crescita che, nella lettura della Regione, deve essere gestita attraverso politiche improntate alla sostenibilità, ma che non dovrebbe essere rappresentata come una criticità in sé.
La risposta a Cioria si allarga quindi all’intera offerta turistica dell’Umbria, descritta come particolarmente adatta alle famiglie grazie ai borghi, alla natura, alle attività all’aria aperta e alla possibilità di distribuire i visitatori su un territorio diffuso.
Tra gli esempi citati figura la Ciclovia del Trasimeno, recentemente premiata con il Green Road Award, l’Oscar italiano del Cicloturismo. Meloni richiama il riconoscimento anche per evidenziare il percorso intrapreso dalla Regione sul fronte dell’accessibilità e dell’inclusività dell’offerta turistica.
Un altro passaggio della lettera riguarda il comportamento di chi ricopre incarichi istituzionali. Secondo l’assessore, davanti a un problema riscontrato in un territorio amministrato da altri sarebbe opportuno cercare un confronto diretto prima di formulare pubblicamente un giudizio generale.
«Una telefonata o una richiesta di chiarimento avrebbero probabilmente consentito di comprendere meglio quanto accaduto», scrive Meloni, secondo cui questo avrebbe potuto evitare che un disagio personale si trasformasse in una valutazione sull’accoglienza dell’intera città e sul lavoro degli operatori.
L’assessore valuta invece positivamente le successive aperture della consigliera piemontese al confronto con gli operatori di Destinazione Orvieto, indicando proprio nel dialogo sulle buone pratiche la strada per migliorare ulteriormente l’attenzione verso famiglie e visitatori.
Resta però netta la replica sull’immagine dell’Umbria. «Respingo l’idea che questa vicenda possa essere utilizzata per descrivere la nostra terra come poco accogliente verso le famiglie», afferma Meloni.
La lettera termina con un nuovo invito rivolto direttamente alla consigliera e ai suoi familiari: «Ti aspettiamo nuovamente a Orvieto e in Umbria, insieme alla tua famiglia, per scoprire le tante meraviglie che la nostra terra sa offrire».
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.