Consigliera dem denuncia: “Rifiutata ad Orvieto da tre ristoranti per le bambine”. Poi l’invito riparatore

A Orvieto tre locali negano un tavolo alla famiglia, il quarto la sistema in uno spazio troppo piccolo: la vicenda sui social

Ludovica Cioria, vicepresidente del consiglio comunale di Torino per il Pd, ha raccontato sui social un episodio avvenuto durante le sue vacanze in Umbria, ad Orvieto, Insieme al marito Davide e alle due figlie piccole, la consigliera si è vista rifiutare l’accesso a tre ristoranti nonostante, come lei stessa ha sottolineato, i locali avessero «decine di tavoli liberi, essendo prestissimo». Il motivo, secondo il racconto della donna, sarebbe stata proprio la presenza delle bambine.

A un quarto locale la famiglia è stata infine accolta, ma con una sistemazione giudicata inadeguata: «ci ha messi in 4 in un tavolo da due», ha scritto Cioria, aggiungendo che «di fianco a noi» si trovava «una coppia con lo stesso tavolo e una sedia in più per il cane». Un dettaglio, quest’ultimo, che ha alimentato la sua riflessione sulla disparità di trattamento tra famiglie con bambini e altri clienti.

Nel suo intervento pubblico, la consigliera ha collegato l’episodio a una tendenza più ampia: «Questo è il mondo che stiamo creando, dove anche per mangiare è una gara, dove vince solo chi paga di più, dove i bambini sono un problema perché consumano troppo poco, dove un cane sta seduto e due bambine devono farsi piccole per non disturbare». Cioria ha poi precisato che, a suo avviso, la causa del disagio non andrebbe individuata nella presenza di animali domestici nei locali, ma in un fenomeno più strutturale: «il problema non è il cagnolino, il problema è l’overtourism che rende le città inaccessibili e inospitali perché dominate esclusivamente dalle logiche commerciali».

Le reazioni

Il racconto ha raccolto numerose reazioni sui social, con diversi utenti che hanno riferito di episodi simili vissuti in altre città italiane con i propri figli. Non sono mancate però le ipotesi alternative sull’accaduto: c’è chi ha ricordato come il rifiuto potesse dipendere dalla mancata prenotazione oppure da una politica del locale che non prevede l’ammissione di bambini. Cioria ha replicato spiegando che nessuna di queste condizioni era stata comunicata: «nessuno lo era, così come nessuno specificava “tutto prenotato o solo su prenotazione” e tutti si sono consultati all’interno per decidere se ammetterci». La consigliera ha inoltre precisato di non voler alimentare polemiche pubbliche gratuite: «Non mi piace creare gogne mediatiche a gratis, non mi sarei mai permessa».

Diversa la lettura offerta da Vittorio Bertola, ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle all’opposizione durante la giunta guidata da Piero Fassino. Bertola ha inquadrato il caso all’interno di una dinamica più generale legata alle recensioni online, citando l’esistenza di un gruppo che raccoglie segnalazioni ritenute eccessive relative a ristoranti e alberghi, in cui rientrerebbero anche racconti di genitori che lamentano una presunta discriminazione quando non ottengono immediata disponibilità di un tavolo adatto ai bambini. Bertola ha inoltre osservato come il fatto che l’episodio coinvolga un’esponente della maggioranza che governa Torino offra, a suo giudizio, elementi di valutazione sulla gestione dell’amministrazione cittadina.

L’appello dei ristoratori

La vicenda non è ovviamente passata inosservata all’ombra della Rupe. Un brutto danno d’immagine per una città che vive di turismo. Il circuito di aziende Destinazione Orvieto ha offerto un soggiorno gratuito all’esponente politica piemontese: “Orvieto- hanno scritto alla esponente dem- è nota per la sua tradizione di ospitalità tanto che i suoi operatori della ricettività le hanno consentito di fregiarsi lo scorso anno del titolo di ‘Città tra le dieci più accoglienti del mondo’ assegnato dalla piattaforma Booking. Probabilmente si è trattato di uno spiacevole equivoco che potrà essere presto chiarito. Ci farebbe infatti piacere poterla ospitare ad Orvieto per un weekend insieme alla sua famiglia, magari andando a cena in uno dei ristoranti nei quali si è verificato l’inconveniente”. La proposta è di un itinerario di tre giorni e tre notti.

La consigliera dem ha risposto accettando l’invito: ” I mesi estivi sono impegnativi per tutte e tutti, tanto per chi fa ristorazione quanto per le famiglie che cercano il loro posto nel mondo, con tutte le difficoltà del caso.  Ne approfitto per ribadire la mia totale comprensione nei confronti del delicato mestiere dell’accoglienza, sapendo che comporta spesso grandi sacrifici e sfide impegnative.  Dall’altro lato penso e spero che si possa lavorare sempre di più per costruire città a misura di bambini, di anziani, di persone con disabilità e di tutte e tutti coloro che ogni giorno vivono fianco a fianco con le fragilità.  Vi ringrazio molto per la proposta di tour di Orvieto, davvero bella, e conservo il vostro contatto in modo da richiamarvi appena mi sarà possibile tornare nella vostra città”

Redazione

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