Terni e le strategie per l’ambiente: “Politica faccia rete per un nuovo Prg del verde”

Il consigliere dem indica cinque linee guida per contrastare l'isola di calore urbana e ripensare l'assetto ambientale della città entro il 2030

Il consigliere comunale del Partito Democratico Leonardo Patalocco torna sul tema dell’assetto urbanistico e ambientale di Terni, delineando in una nota diffusa oggi cinque strategie concrete per il rilancio verde della città umbra. L’iniziativa affonda le radici nella seduta del Consiglio comunale del 27 luglio scorso, quando il gruppo consiliare Pd, discutendo il DUP, aveva già annunciato l’intenzione di presentare un atto di indirizzo dedicato al nuovo PRG del verde, atto che risulta ora effettivamente depositato presso l’ente. Secondo Patalocco, il dibattito che si è sviluppato nelle ultime settimane intorno a questa materia rappresenta un segnale positivo per la comunità ternana.

Il consigliere spiega che “fa piacere notare il dibattito che si è sollevato intorno a una questione fondamentale come l’assetto urbanistico/ambientale della Terni del futuro”, ricordando come sollevare tematiche e coinvolgere la cittadinanza su questioni rilevanti rientri tra le funzioni proprie dei consiglieri comunali.

Il problema dell’isola di calore urbana

Al centro della riflessione c’è la particolare conformazione a conca del capoluogo umbro, un elemento morfologico che espone Terni in modo significativo al fenomeno dell’isola di calore urbana. Patalocco descrive una situazione già oggi critica, segnata da “ristagno termico ed elevate temperature estive” e da “fenomeni di precipitazioni improvvise e sempre più violente”, con conseguenti danni sul piano idrogeologico, economico e sanitario. Il consigliere cita come riferimento le esperienze già in atto in diverse realtà urbane europee e, in Italia, nel capoluogo ligure Genova, dove sono stati adottati provvedimenti incentrati sul depaving, sull’integrazione del verde negli strumenti urbanistici e su incentivi rivolti ai privati.

Le cinque linee guida proposte

Sulla base di questi modelli, Patalocco propone per Terni un piano “concreto, progressivo e compatibile con i vincoli del bilancio comunale”, articolato in cinque punti principali. Il primo riguarda l’integrazione della depavimentazione direttamente nel nuovo PRG del verde. Il secondo punto introduce tecniche di piantumazione strategica e la creazione di corridoi ecosistemici, descritti come “veri e propri assi alberati continui” capaci di collegare il bacino del fiume Nera con il centro cittadino e i quartieri più densi, incanalando le correnti d’aria più fresche verso l’abitato.

Il terzo asse propone il rispetto della cosiddetta regola del 3-30-300, un parametro urbanistico che punta a garantire che ogni cittadino veda almeno tre alberi dalla propria finestra, viva in un quartiere con il 30% di copertura arborea e disti al massimo 300 metri da un’area verde, accompagnato da incentivi fiscali a “impatto zero” per i privati. Il quarto punto prevede sgravi temporanei su IMU e TARI, destinati alle aziende del polo industriale e ai condomini privati che decidano di sostituire piazzali asfaltati con aree verdi o di installare tetti verdi. Chiude il pacchetto di proposte l’adesione a fondi di cofinanziamento europeo e regionale, tra cui FESR, Fondi Clima e Programmi Nazionali di Rigenerazione Urbana.

L’appello alla collaborazione politica e l’atto di indirizzo

Nella parte conclusiva della nota, Patalocco sottolinea la natura trasversale del tema ambientale, affermando che “su questi temi non esiste divisione politica” e auspicando che “la fattiva collaborazione tra le forze politiche e le forze vive della città” possa contribuire a ripensare la Terni dei prossimi anni, in una prospettiva che guarda in modo esplicito all’orizzonte del 2030.

Redazione

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