Targa ai liberatori scozzesi di Terni rimossa dopo un mese: scoppia il caso in Comune

Il Centro Studi Storici contesta l'ordine di rimozione e valuta il ricorso legale contro palazzo Spada

A Terni la  targa commemorativa dedicata alla battaglia di ponte Garibaldi, combattuta il 13 giugno 1944 dal reggimento corazzato scozzese dei Lothians and Border Horse, è stata rimossa da via Lungonera Savoia a distanza di pochi giorni dalla sua inaugurazione ufficiale, avvenuta lo scorso 26 maggio con una cerimonia che ha coinvolto le istituzioni militari britanniche e comunali. A chiederne l’installazione era stato il Centro Studi Storici di Terni, per ricordare l’episodio bellico che, nel pomeriggio di quella giornata del 1944, portò alla liberazione della città dall’occupazione tedesca, dopo che nella stessa mattinata era stata liberata anche Narni. Il motivo della rimozione, comunicato al Centro Studi con una raccomandata di palazzo Spada, sarebbe un vizio amministrativo: la targa risulterebbe “abusiva”.  Terni Tomorrow ne aveva parlato tempo fa, nel corso di una intervista con il presidente del Centro Studi, il professor Domenico Cialfi.

La cerimonia di inaugurazione, avvenuta con tutti i crismi dell’ufficialità, aveva visto la partecipazione dell’attuale comandante del reggimento scozzese Gregor Deeming, accompagnato dalla tradizionale cornamusa, e dell’attaché militaire dell’ambasciata britannica a Roma, il maggiore Stubbs. Presente anche l’assessore alla Cultura del Comune di Terni, Tiziana Laudadio. Un evento che aveva dato solennità al gesto commemorativo, reso ancora più significativo dal legame storico tra la città umbra e le truppe alleate che ne determinarono la liberazione.

La svolta è arrivata pochi giorni dopo, quando Cialfi, ha ricevuto la comunicazione formale con cui si intimava la rimozione della targa entro 12 giorni, pena una sanzione compresa tra 350 e oltre 1.500 euro. Secondo quanto ricostruito, l’installazione era stata autorizzata dall’ufficio comunale Infrastrutture, Viabilità e Traffico, con il parere favorevole dell’ufficio Arredo urbano e il nulla osta dell’esercizio commerciale sulla cui parete la targa era stata apposta. Il Comune ha però sostenuto che l’autorizzazione non fosse mai pervenuta all’ufficio realmente competente in materia, ovvero il Toponomastica, Decoro, Governo del territorio, Patrimonio, giustificando così la rimozione.

Cialfi ha respinto con fermezza le contestazioni: “La targa era stata autorizzata dall’Ufficio comunale Arredo urbano che l’ufficio Toponomastica del Comune asserisce essere non competente in materia di targhe commemorative, per cui ha provveduto a rimuovere la targa. Ma noi abbiamo rivolto la domanda al sindaco senza nulla nascondere, fornendo pagamenti dovuti e allegando foto della targa e della collocazione presso uno storico negozio di via Lungonera Savoia, quindi dobbiamo rilevare che emerge una esigenza di maggiori e più precise disposizioni in merito alle competenze di attribuzioni e funzionamento degli uffici da parte del Comune”.

Il presidente del sodalizio ha sottolineato anche il danno d’immagine subito dall’associazione: “L’atto di rimozione della targa ha arrecato un serio danno, oltre che economico, anche alla credibilità scientifica del nostro sodalizio. Nel caso in cui l’amministrazione, attraverso i suoi uffici, avesse ritenuto che la ricostruzione storica effettuata dal Centro Studi Storici non corrispondesse al vero, avrebbe dovuto contestarla in sede storiografica prima di prendere provvedimenti amministrativi così drastici”.

Il Centro Studi Storici non esclude ora un’azione legale: “Non è stato un nostro errore. Stiamo valutando se procedere per via giudiziaria in vista di un eventuale risarcimento, però siamo fiduciosi che il Comune di Terni si renderà conto di quanto accaduto e della nostra buona fede e correttezza nel procedimento dell’affissione”, ha dichiarato Cialfi. Al momento la targa si trova custodita in un ufficio di palazzo Spada, mentre il Centro Studi Storici intende proseguire nella richiesta di ricollocazione nel punto originariamente scelto.

Redazione

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