Volumi Vivi – Oltre il corpo, a Montecchio la mostra di Lucia Mirlach

Sabato 29 agosto all’Amat di Tenaglie, a Montecchio, inaugura “Volumi Vivi – Oltre il corpo”, mostra site-specific dell’artista tedesca Lucia Mirlach. Le opere dialogano con i reperti archeologici della necropoli del Vallone di San Lorenzo.

L’Antiquarium museo archeologico di Tenaglie (Amat) si prepara ad accogliere una nuova esposizione di arte contemporanea. Sabato 29 agosto alle 18 sarà inaugurata la mostra “Volumi Vivi – Oltre il corpo” dell’artista tedesca Lucia Mirlach. L’iniziativa, annunciata dall’amministrazione comunale di Montecchio, rinnova il percorso di collaborazione tra arte contemporanea e patrimonio archeologico che da alcuni anni caratterizza gli spazi dell’Amat. La mostra nasce come un intervento site-specific. Le opere di Mirlach prendono infatti ispirazione dai reperti provenienti dalle tombe dell’antica necropoli del Vallone di San Lorenzo, a Montecchio. Il dialogo tra le opere contemporanee e gli oggetti archeologici diventa così il centro dell’esposizione. L’iniziativa si inserisce nel ciclo di appuntamenti dedicati all’arte contemporanea avviato all’Amat nel 2021, con la mostra di Nina Alverdes. Il progetto ha anche una dimensione internazionale e vede tra i partner l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera. Nel corso degli anni, la collaborazione ha coinvolto mostre, performance artistiche e progetti interdisciplinari con studenti, docenti, ricercatori e artisti. Per Montecchio si tratta quindi di un nuovo appuntamento nel quale archeologia e contemporaneità si incontrano. Il museo diventa uno spazio nel quale le tracce del passato possono essere osservate attraverso forme artistiche nuove, aprendo una riflessione sul corpo, sulla memoria e su ciò che resta delle persone nel tempo.

Arte contemporanea e archeologia si incontrano a Tenaglie

La mostra di Lucia Mirlach nasce dal confronto diretto con la storia archeologica di Montecchio. L’artista tedesca ha infatti sviluppato il proprio intervento partendo dalle tracce dell’antica comunità del territorio, rappresentate dagli oggetti ritrovati all’interno delle tombe della necropoli del Vallone di San Lorenzo. Gli oggetti archeologici diventano così il punto di partenza per un nuovo racconto. Le opere portano nel presente elementi legati a una comunità vissuta nel passato e costruiscono un rapporto tra ciò che è stato conservato e ciò che invece continua a trasformarsi. L’esposizione presenta sculture in terracotta e bronzo, oggetti, filmati e fotografie inedite. Questi elementi dialogano con i reperti già presenti nelle sale del museo, creando un percorso nel quale arte contemporanea e archeologia non vengono presentate come realtà separate. Il progetto organizzato dall’associazione Acqua, in collaborazione con il Comune di Montecchio e con l’artista Res Ingold, prosegue il ciclo di mostre contemporanee dell’Amat. Il percorso era iniziato nel 2021 con l’esposizione di Nina Alverdes e si è sviluppato attraverso la collaborazione internazionale con l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera. L’obiettivo è costruire programmi comuni dedicati a studi, pubblicazioni, mostre e simposi. Il progetto non guarda soltanto all’arte antica, ma mette in relazione il patrimonio archeologico con le forme dell’arte contemporanea.

“Volumi Vivi – Oltre il corpo”, una riflessione sulla materia

Il titolo “Volumi Vivi – Oltre il corpo” introduce il tema centrale dell’esposizione. Le opere di Lucia Mirlach non mostrano il corpo semplicemente come una superficie. Lo osservano invece come volume, concentrandosi anche sullo spazio che il corpo occupa e sulle tracce che può lasciare. Attraverso la terracotta e il bronzo, i corpi vengono plasmati, registrati dalla luce o sottratti alla gravità. Le forme diventano così frammenti, involucri e recipienti. Una parte importante del lavoro nasce proprio dalla relazione tra presenza e assenza. Accanto ai reperti archeologici, i frammenti corporei realizzati dall’artista appaiono come involucri di un corpo che non è più presente. Anche gli oggetti ritrovati nelle antiche tombe raccontano qualcosa di simile: conservano infatti tracce materiali di persone vissute nel passato. La mostra si interroga quindi su ciò che può essere conservato e su ciò che, invece, non può essere trattenuto ma continua a vivere attraverso la memoria. Gli oggetti possono cambiare significato, essere trasmessi e diventare parte di nuove storie. L’archeologia diventa così uno strumento per guardare anche al presente. Le domande suggerite dal percorso riguardano la vita quotidiana e il rapporto con il tempo: che cosa è importante per noi, che cosa trasmettiamo agli altri e quali tracce lasciamo.

I reperti della necropoli del Vallone di San Lorenzo al centro del percorso

Il rapporto con la necropoli del Vallone di San Lorenzo rappresenta uno degli elementi fondamentali della mostra. I reperti provenienti dalle tombe dell’antica comunità di Montecchio hanno ispirato il lavoro di Lucia Mirlach e diventano parte del dialogo con le opere contemporanee. Gli oggetti personali ritrovati nel sito archeologico conservano tracce di persone vissute in un altro tempo. Nella mostra questi reperti entrano in relazione con nuove forme artistiche, creando un confronto tra la materia del passato e quella del presente. L’installazione riflette proprio sulla possibilità che gli oggetti continuino a vivere attraverso nuovi significati. Il passato non viene presentato come qualcosa di immobile. Le opere suggeriscono invece un rapporto dinamico tra conservazione e trasformazione. Anche il corpo diventa materia di questa riflessione. Le sculture non rappresentano soltanto una figura, ma cercano di rendere visibile lo spazio lasciato dal corpo stesso. Le forme cave diventano così una presenza che racconta anche un’assenza. Il percorso all’Amat mette quindi insieme elementi diversi: reperti archeologici, sculture, fotografie e filmati. Il risultato è un dialogo tra epoche e linguaggi che porta il visitatore a osservare gli oggetti antichi attraverso una prospettiva contemporanea. È proprio questo incontro tra archeologia e arte contemporanea a caratterizzare il progetto di Montecchio, confermando il ruolo dell’Amat come luogo di confronto tra patrimonio storico e ricerca artistica.

Montecchio rafforza il percorso internazionale dell’Amat

La nuova mostra prosegue anche il percorso di collaborazioni internazionali dell’Amat, avviato nel 2021. Tra i partner del progetto figura l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, coinvolta nella realizzazione di mostre, performance artistiche e progetti interdisciplinari. La collaborazione mette in relazione studenti, docenti, ricercatori e artisti. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è sviluppare programmi comuni dedicati a studi, pubblicazioni, mostre e simposi che possano riguardare sia il mondo dell’arte antica sia quello contemporaneo. In questo contesto si inserisce anche il lavoro di Lucia Mirlach, artista tedesca che ha costruito il proprio intervento a partire dal patrimonio archeologico di Montecchio. Il progetto porta quindi nel museo una nuova interpretazione dei reperti e delle tracce provenienti dalla necropoli del Vallone di San Lorenzo. Per il Comune, Montecchio non è soltanto un luogo caratterizzato da arte e archeologia. L’obiettivo è rafforzare anche il suo ruolo di riferimento per l’arte contemporanea nel territorio orvietano e tuderte, valorizzando le collaborazioni e la presenza di artisti internazionali. All’inaugurazione di sabato 29 agosto interverranno Federico Gori, sindaco di Montecchio, Res Ingold, artista e già docente presso l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, e Stefano Spiganti, archeologo dell’Associazione Acqua. L’appuntamento sarà quindi il momento di apertura ufficiale di un progetto che mette in relazione il patrimonio archeologico locale, la ricerca contemporanea e una collaborazione internazionale ormai inserita nel percorso dell’Amat.

Redazione

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